Valeriy Pereverzev : Il volto pauroso della Russia in Italia.

 

 

Venuto a Cannes per presentare il suo film e prossimi progetti abbiamo incontrato a Roma di ritorno dal festival sulla croisette il regista russo, direttore di un museo molto originale , artista, prossimo a dirigere  un film horror per una grossa produzione Usa-Russia-Spagna: Malevolent che vede protagonista Mischa Barton( famosa da noi per la serie tv O.C.), e incontrandolo abbiamo scoperto che….

Intervista esclusiva a Valeriy Pereverzev:

Chi è Valeriy? Sappiamo che nasci come cineasta, artista e direttore del museo delle punizioni corporali a Mosca che hai contribuito a creare.

Valeriy – Prima di tutto io sono un’artista, sono stato nell’esercito russo come ufficiale all’inizio, ma in realtà il mio interesse principale nella vita è creare oggetti d’arte, io uso vari tipi di pittura, con diverse tecniche e realizzo anche oggetti. L’arte per come la capisco io è sempre una protesta, una protesta contro la quotidianità l’ipocrisia, più o meno è questa e contemporaneamente è la ricerca della bellezza la visualizzazione della bellezza, è la cancellazione dei confini tra bruttezza e bellezza. e quindi essendo un’artista rimango sempre un bambino, che guarda il suo pubblico e cerca di scandalizzarlo.

Come è nata la passione, in particolare per il museo delle punizioni corporali che dirige ora a Mosca che ha contribuito a creare.

Valeriy– Ho iniziato all’inizio con una collezione di pesci esotici che poi ha girato tutta la Russia creando interesse specie nei bambini e da questa metafora mi sono reso che agli adulti invece interessano cose più  da grandi. La storia è uno degli elementi più affascinanti , diciamo la storia vista da un tipico russo è la storia dei grandi fatti , grandi generali, grandi battaglia, però la storia della prostituzione , dei malati mentali, delle punizioni corporali non è certo un tema che alla gente piace, ma la gente fa finta che non ci siano state queste cose non le considera,  Io non posso accettare questo fatto ! La storia non è fatta solo da belli e grandi, ma anche di brutti e miseri, in questo museo delle punizioni corporali abbiamo realizzato diverse mostre ad esempio una  sugli insetti.  La pulce che portava la peste  rappresentata era enorme e tu ti senti misero di fronte a questa pulce. Da quando ho creato il museo mi sono sentito dire che io propagando violenza e allora per ripicca ho organizzato la mostra sulla propaganda della violenza. Ma nonostante che il museo sia sotto determinate regole di questo paese, l’artista in realtà è sempre fuori da confini, io credo che il potere è transitorio, lo stato può essere transitorio mentre l’arte è eterna e noi artisti non dobbiamo pensare in modo transitorio.

torture musuem

Questo è lo stesso problema in italia senza entrare nello specifico di Putin etc. noi abbiamo una immagine molto vecchia se riferita alla cinematografia, è rimasta l’immagine della Russia come Urss , anche a causa dei film americani che la fanno da padrone , che ne pensa a riguardo, per un’artista che a cui piace l’italia ma viceversa noi magari non percepiamo bene la Russia attuale.

Valeriy -Prima di tutto io sono fuori da tutto, io osservo per quanto riguarda l’immagine della Russia un pò medievale pre-rivoluzione è una immagine giusta ! La Russia è così, io ad esempio indosso una camicia italiana uso un computer americano (Apple), la Russia a livello esterno prende i tratti i moderni, ma dentro al suo interno è sempre il paese di Pietro il Grande. Io credo che ogni paese abbia una sua funzione.
La funzione della Russia e di non lasciare nessun altro stato ad esercitare il potere mondiale e pur avendone le possibilità, in realtà non cerca questo potere mondiale, ci sono Stati esasperati alla ricerca di questo controllo, però le onde di questa Stati si scontrano con la pietra antica , un pò sporca che sta ferma li. Questa è la Russia, non dipende dal leader attuale , la funzione è sempre quella ogni capo che ci sarà tornerà a quello attuale e sarà sempre cosi.

Veniamo ad uno dei motivi del perchè la intervistiamo ovvero come è nata l’idea di Panotpicon il film documentario girato gran parte proprio in italia, per la precisione non lontano da Roma, all’isola di Santo Stefano accanto a Ventotene nell’arcipelago laziale delle isole laziali. Come hai scoperto questo luogo così particolare e inoltre sappiamo che stai per girare un film negli USA, un horror e sappiamo che ti piace il cinema italiano horror, quindi magari se ci puoi illustrare cosa ti ha influenzato del nostro cinema.

Valeriy– Beh… partiamo da lontano, come artista ho cominciato a girare con degli oggetti che esponevo al museo e giravo un piccolo video di 3 minuti, usando varie tecnologie e ho creato questi oggetti di arte montando poi questi filmati che davano adito a domande e controversie, e quindi da 3 minuti sono passato a 10 minuti quindi ho chiamato degli esperti per meglio spiegare il significato e a quel punto il passo successivo è stato il film documentario di 60 minuti e a breve arriverà il lungometraggio. Io credo che il cinema non sia un’arte formativa ma un’arte figurativa e perciò io con questi filmati che sono diventati piano piano un pezzo di cinema e ho cercato di adattarli. Come è nata l’idea di Panopticon è partita da una  ricerca dei posti più paurosi della terra, non so da quanto lontano devo partire per spiegare il tutto, ma cercherò di sintetizzare. Abbiamo filmato in vari posti, filmando diversi oggetti, da ospedali abbandonati, come gli istituti mentali, le catacombe di Parigi, le catacombe in sicilia dei cappuccini, le catacombe a malta, in generale era l’interesse di capire perchè in certi luoghi la gente paga il biglietto di ingresso per vedere delle ossa umane. Ad esempio a Parigi è ricca di grandi musei, ma c’è gente che fa la fila per vedere dei resti umani nelle catacombe, quindi ne sente il bisogno, se poi ci riferiamo agli oggetti per le punizioni corporali, le pene capitali sono molto estetiche e hanno un certo fascino nel guardarle. Quindi abbiamo girato con questi oggetti di torture e pene capitali, come oggetti di promozione sociale con una loro estetica e poi una volta sono venuto a Roma. A Roma non c’è il mare e sono andato a cercare una spiaggia nel litorale perchè volevo passare una giornata al mare. Parlando ho scoperto che c’era una prigione abbandonata, io avevo letto Focault  “Sorvegliare e punire” a me non piace Focault stesso, mi piacciono i suoi scritti e già all’epoca si conosceva questo luogo però ancora non sapevo come visualizzare questa idea raccontandola attraverso un oggetto e sono andato a visitare la prigione con altri turisti senza sapere bene dove stavo andando e quando ho visto lo schema della prigione a nell’isola di Santo Stefano accanto a Ventotene e ho capito che quello era il posto giusto , non ho ascoltato la guida ma ho capito che era il posto dove dovevo tornare, ho visto l’inferno di Dante riprodotto nell’architettura della prigione, da li ho capito che sembrava il teatro di San Carlo, ma con un concetto diverso, l’unica sfida era capire come raccontare questo posto e quando sono tornato a mosca , mi sono documentato ed è nata l’installazione che riproduce il carcere dove sono stati inseriti 99 topolini nelle 99 celle riprodotte in miniatura e abbiamo messo questa installazione nel museo che ha fatto un grande effetto.

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Come artista guardavo la gente che si fermava a guardare questo oggetto ed era l’installazione stessa che parlava  e io guardavo gli occhi dei visitatori ed ero felice, una cosa molto riuscita.

locandina film

E dopo da li è nato il film, quindi parlando della serie che poi abbiamo poi realizzato partiamo da un’oggetto d’arte con una serie di 8 film presentati anche Cannes, si parte da qui e poi l’oggetto storico da dove prendere spunto e poi ovviamente bisogna far nascere il film che non si sia solo ripresa dell’installazione e bisogna poi adattare tutti questi materiali complessi per farli comprendere al grande piccolo, in modo che ogni persona di qualsiasi livello culturale deve essere in grado di capire , e dovrebbe essere una via di mezzo valida per un esperto, ma anche per uno che non abbia mai letto un libro.
il criterio è semplice la ragazza deve essere bella, il gelato buono, e il cinema deve essere semplice

 In realtà molti non sono d’accordo, qui in Italia con questa idea, vogliono un cinema complicato d’autore, in particolare i critici, infatti in italia il genere horror è sempre stato visto come un genere minore nonostante abbiamo avuto grandissimi artisti come Mario Bava riconosciuti nel mondo.

Valeriy -Nel cinema come nella gastronomia regna il principio del retrogusto e io non vorrei mai produrre un’opera che non lasci questo retrogusto, diciamo questi film sono molto ricchi di effetti psicologici e in questo modo la persona anche il giorno dopo ci ripensa è in preda a questi immagini.
Ho fatto dei piccoli esperimenti con dei focus group, con varie persone di vari mestieri gli mostravo vari filmati e quindi il giorno dopo vedevo se le persone non cominciavano spontaneamente a parlarne capivo che occorreva ancora tempo per elaborarli, e poi facevo anche diversi esperimenti mettendo in sottofondo magari il film per vedere se poi cominciavano a seguire il film, ad esempio la casalinga con tv accesa che smette di preparare la cena perchè colpita dalle immagini trasmesse. Questa astrazione del cinema d’autore un pò complessa, complicata da capire, sarebbe accettabile solo in seguito quando uno è un regista affermato e si può permettere di farlo e avere la libertà di fare queste cose astratte, per ora sono focalizzato sul pubblico comune non solo per un discorso commerciale, che comunque serve. ma anche per portare il pubblico a capire e quindi cominciare in un modo semplice per portarlo a comprendere argomenti nuovi.

La domanda sorge spontanea, come intende affrontare questa nuova produzione americana, sappiamo che dovrebbe essere un film commerciale, ma quale è la sua idea per realizzarlo ?

Parlando di questa coproduzione è un lavoro molto diverso, molte compagnie cercano nuove idee, i soldi ci sono, i mezzi supertecnologici avanzati , vedi Cameron che scende nell’oceano , quello che manca è l’idea , la capacità di raccontare una favola

Su quest’ultimo pensiero sono d’accordo gli americani hanno esaurito le idee 80 anni fa ecco perchè la cercano.

Valeriy – Non solo gli americani hanno esaurito le idee – sorride – adesso quello che occorre non è la figura che segue le regole, ma uno un pò “ignorante”, i limiti sono troppi rigidi ormai con la tecnologia mette tutto in spazio rigidi oggi è tutto facile nel realizzare, ci sono 10 film americani montati in un unico film su Youtube che si possono vedere anche così’. Quello che stanno cercando i suoi produttori sono le cose esotiche il folklore russo, come quello giapponese e le immagini , nell’animazione ci sono due punti principali l’immagine e sottofondo, poi viene la tecnologia.

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Ad esempio i giapponesi hanno portato ad hollywood il loro fantasmi kaidan .

Valeriy -Si è vero fa sempre parte, del folklore, per quello che riguarda la cultura popolare russa è molto paurosa ed è inesplorata. Su questo stiamo lavorando, certe volte capita che leggendo le fiabe russe con incantesimi pagani contro la morte nel mio ufficio da solo e anche io mi spavento e devo uscire piano piano a cercare gente. Ad esempio Baba Yaga è un dei più famosi, simile ad una strega, befana, e io sto studiando molto questa figura, da molti trattata in maniera sbagliata che assomiglia molto a Caronte che traghettava i morti. E questa è la casetta di legno costruita secondo tutti gli elementi folkloristici, con il livello dell’acqua , della scala questa è l’immagine collettiva che esiste per la storia di Baba Yaga.

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Però Baba Yaga e una delle tante figure e poi ci sono tante altre figure ancora più paurose, non dobbiamo inventarci niente dobbiamo solo prendere queste immagini e visualizzarle e rappresentarle, perchè il popolo russo già in sè ha queste storie paurose, diciamo che queste immagini non vengono rappresentate negli horror russi perchè assumono subito caratteri satanici e antireligiosi.
La stessa cosa succede con il museo delle punizioni corporali uno viene subito accusato di essere uno strano e questo crea problemi con la censura etc.

Cosa accaduta anche da noi con film horror vedi cannibal holocaust di Ruggero Deodato con la censura.

Valeriy – Ad esempio uno parla della storia delle fruste, anche se ora con 50 sfumature di grigio è tornata in auge. Ad esempio abbiamo una figura di Gesù con la frusta in mano che caccia dal tempio i mercanti, ma nessuno vuole credere a questo tipo di immagine che però sta nella storia , e lui è il primo a presentarla. Quindi partendo dalla paura e la bruttezza cerco di arrivare alla bellezza come spiegato da Aristotele, la paura e la compassione fanno la cultura.

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Ad esempio sono stati creati i giochi olimpici per non stare in guerra per tradurre poi la vincita in maniera diversa, come compriamo fucili e pistole di gomma per bambini per farli giocare alla guerra ma poi per non farla per davvero.
La gente ha inventato il teatro il cinema, per avere magari paura ma sempre restando in una comoda poltrona.

Invece cosa ne pensa di questa immagine del russo buono o cattivo che ci deriva dalla guerra fredda spesso dipinto dall’occidente nella storia del cinema con un’immagine che ci arriva un pò distorta.

Valeriy -Io conosco italiani buoni e italiani cattivi,- ride -, ad esempio ho visitato anche il museo della antimafia a Corleone e abbiamo girato li, io non capisco bene questo animo russo , ma io non vedo differenze, se ci fossero donne russe che partoriscono con il dolore e le italiane magari cantando allora ci sarebbe una differenza ma non è così, alla fine sono tutte due felicissime dopo il parto con dolore. Se in Messico le persone non si innamorassero, ma in realtà in tutto il mondo ci si innamora, tutte le persone sono uguali nel mondo, ci sono magari differenze culturali, gastronomiche, di libertà civili, però non è la razionalità che ma quello che condiziona.

Tornando al discorso a quale regia si ispira e quali film guarda e quali sono quelli che lo hanno influenzato da giovane e in seguito ?

Valeriy -…Ci devo pensare, si certo io vedo tutto da Fellini a Eisenstein l’importante è guardare le opere, ad esempio tutto è fonte di ispirazione un quadro di Caravaggio, Van Gogh, Picasso, ma in realtà bisogna vedere tutto anche le cose meno intelligenti, occorre cercare ovunque l’ispirazione che poi ti porta all’azione, per citare un genere i documentari a me piace molto Oliver Stone nei suoi documentari , ma io in realtà guardo tante cose e percepisco che non è facile per me indicare una fonte precisa , ad esempio ho visto tutti i film di Hitchcock  e dopo alla fine di uno dei suoi film ci ripenso per tutto il mese e capisco che ho passato tutto il mese a pensare ad Hitchcock,  il piacere di aver percepito e compreso quel determinato film magari arriva il mese dopo.

evildead
Ma Evil Dead  di Sam Raimi il primo è senza dubbio quello che più mi è rimasto, poi le altre copie no, per me è un film che fa veramente paura lo stesso formato di questo film le immagini, poi personaggi come Freddy Kruger, Frankestein, Venerdi 13 il maniaco Jason è molto importante capire lo schema da seguire. Il cattivo che compie determinate azioni per fare in realtà giustizia. Per la produzione che seguirà in Russia a differenza degli Usa che hanno un ben preciso concetto di business è molto diverso. I soldi ci sono ma spesso si tende a fare il processo sbagliato, si cerca la storia il produttore e solo alla fine l’artista che deve farlo. Ecco allora che magari ti ritrovi l film di guerra Sevastol per celebrare i 70 delle vittoria, il film spaziale su Gagarin, ma spesso alcuni prodotti poi non sono all’altezza.A mio giudizio occorre prima dare spazio all’artista all’autore e permettere il giusto processo di sviluppo…

Ma è quello che spera di fare lei quindi con queste nuove produzioni?

Valeriy – Si!

Ma non si sente un pò ambizioso ?

Valeriy – Sorride –  Si in effetti lo sono.

Termina qui l’intervista dopo uno scambio di materiali e anche un dono da parte mia visto che era il suo compleanno pochi giorni prima dell’intervista.

Senza dubbio Valeriy Pereverzev potrebbe rappresentare un nuovo tipo di regista per  Hollywood , l’impressione che ci ha lasciato è che non disdegna affatto la somiglianza con Rob Zombie ora con questa lunga barba, ma come un vero artista  si affaccia in modo molto pragmatico alle prossima avventura cinematografica, per parte nostra speriamo in una futura distribuzione in versione integrale di Panopticon, visto che è stato girato in un sito del nostro paese e nelle altre opere, ma sono convinto che dopo i vari Jason, Freddy kruger, forse Baba Yaga e altri personaggi del foklore russo verranno molto presto a turbare il nostro immaginario.

di Roberto Leofrigio con la collaborazione di Thomas Cardinali.

Ringraziamo Valeriy  Pereverzev per le foto inserite nell’articolo.

Ringraziamo Anastasia Tumanova gentilissima e professionale interprete che ha permesso la realizzazione di questa intervista.

maggiori info su :

www.fearmovie.ru

www.pereverzev.su

 

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.