Ustica, la vera storia e quella cinematografica.

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Esce nelle sale italiane il prossimo 31 marzo, Ustica, il nuovo film scritto e diretto da Renzo Martinelli (Vajont, Piazza delle Cinque Lune) e interpretato da Marco Leonardi, Caterina Murino, Lubna Azabal, Tomas Arana, Federica Martinelli con Paco Reconti, Yassine Fadel, Joe Capalbo, Jonis Bascir, Shelag Gallivan e l’amichevole partecipazione di Enrico Lo Verso. Senza mai tralasciare nomi e cognomi di responsabili, il regista svela la verità del caso Ustica, uno dei Misteri d’Italia più dolorosi.

Tre sono le ipotesi che sono state di volta in volta avanzate sulle cause del disastro: cedimento strutturale dell’aereo, una bomba a bordo, un missile. Nessuna di queste ipotesi è stata sino ad oggi provata. Frutto del lavoro di tre anni a stretto contatto con due ingegneri aeronautici sulla mole enorme di perizie e testimonianze effettuate nel corso degli oltre trent’anni trascorsi da quella tragica notte del 27 giugno 1980, Ustica porta a una nuova, agghiacciante verità, inconfutabilmente supportata da materiale documentale.

Parte da questo nuovo film che non è un seguito del Muro di Gomma di Marco Tullio Giordana del 1991 che ricostruiva le vicende del giornalista Andrea Purgatori, ad oggi il maggior esperto sui misteri del caso di Ustica e testimone suo malgrado, ma forse un suo completamento almeno in parte

Ricostruire la vicenda attraverso un film è decisamente di aiuto, ormai a distanza di anni, per le nuove generazioni per cercare di fare luce su uno dei tanti misteri italiani, dove la ragion di Stato ancor oggi sembra occultare quello che ormai perizie e fatti e ricostruzioni ad opera di molti giornalisti d’inchiesta sono stati in grado di appurare, e in certi casi perfino di dimostrare.

Nella pellicola di Martinelli, già dal trailer vediamo una ipotesi che il regista stesso al termine della conferenza stampa 11 settembre 1683 nel 2012 aveva anticipato, infatti era già al lavoro sulla sceneggiatura e poi al film che ha preso oltre 3 anni , di cui ben 2 spesi tra le numerose carte (ora rese pubbliche qui in Italia dal 2 settembre 2014) che hanno permesso al regista di scrivere una verità, ma forse solo una delle tante.

Ricostruire la vicenda di Ustica come un piccolo compendio o guida per lo spettatore è davvero arduo, i fatti accaduti, ma specialmente quelli a seguito dell’inchiesta possono facilmente riempire un hard-disk da 1TB, di conseguenza mi limiterò ad un breve cronistoria della vicenda aerea indicando tutti i siti, pro e contro, si perchè esistono anche quelli che smentiscono l’incidente di guerra, per poter avere un panorama sufficente e giungere in parte preparati al film di Martinelli che per la prima volta grazie a ricostruzioni 3D, a giudicare dal trailer ben fatte, cerca di dare una possibile versione. L’impressione come già annunciato dallo stesso regista sembra propendere per una pista USA, ma sinceramente la pista francese (a mio modesto parere) è sempre stata quella più verosimile prova ne sia il recente documentario di Canal Plus : Spécial investigation – Crash d’Ustica : une bavure française ? ad opera di un gruppo di giornalisti d’inchiesta francesi che aprono ancora di più uno squarcio di verità sulla tragedia ed è stato recentemente presentato anche sulle nostre tv nazionali nel programma Matrix di Luca Telese su Mediaset.

Ma partiamo da zero e limitandoci ai soli fatti dello (devo scrivere purtroppo ancora presunto) scontro militare nei cieli di Ustica.

I fatti:

La sera di venerdì 27 giugno 1980 un aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana ITAVIA , decolla (con 2 ore di ritardo)  dall’ aeroporto di Bologna diretto all’ aereoporto di Palermo 

, all’improvviso  scompare dai radar e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza  tutti gli 81 occupanti dell’aereo muoiono, le prime cause parlano di una esplosione in volo, forse per un cedimento strutturale, in seguito una bomba nella toilette del velivolo, ma in poco tempo avanza l’ipotesi inquietante che l’aereo possa essere stato abbattuto, per errore, da un missile.

Vi rimando direttamente alla cronologia dell’ottimo sito stragi80.it che da anni accumula informazioni e materiali, ma vorrei concentrarmi sull’aspetto militare dove perfino chi vi scrive suo malgrado è entrato in contatto anni dopo con questa vicenda.

Infatti l’intera vicenda va collocata nel suo periodo storico il 1980 dove l’Italia alleata con la Libia del dittatore Gheddafi, l’amante libica come la defini’ Giulio Andreotti, in aperto contrasto con gli interessi francesi (in particolare per le forniture energetiche) e anche per l’appoggio al  governo in Ciad contro signori della guerra appoggiati a loro volta  dalle forze libiche, mentre  gli americani  vivono il dramma  dei loro ostaggi prigionieri nell’ambasciata USA in Iran vicenda che costerà la rielezione al presidente Carter e vedrà l’ascesa di Regan che sarà uno dei più spietati nemici del leader libico, e per la vicenda degli ostaggi in Iran vi consiglio la visione del film premio oscar ARGO diretto da Ben Affleck (in questi giorni nel ruolo di Batman vs Superman al cinema)

Siamo in piena guerra fredda, Gheddafi riceve armi e consiglieri militari dall’Unione Sovietica, i russi occupano l’Afghanistan e certamente la posizione atipica del nostro paese nei confronti del dittatore non è ben vista.  Quella tragica notte il piano è preciso uccidere il dittatore di ritorno da un viaggio sul suo Tu154 un trimotore molto simile bimotore DC9, la sua scorta abitualmente parte dalla Jugoslavia dove Mig 23 di fabbricazione sovietica fanno manutenzione a Banja Luka e godono di uno speciale corridoio aereo concesso dal nostro paese che non va giù ai francesi che più volte protestano  con le nostre autorità a riguardo.

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Secondo le numerose ricostruzioni e ormai inconfutabili testimonianze la portaerei Foch è al largo del mediteranneo per “esercitazioni”, la base in Corsica di  Solenzara è in piena operatività  (cosa che fu negata per anni e ancora adesso il governo francese nega e pone il segreto di stato sui fatti), meno chiaro il ruolo della portaerei Saratoga, che per il governo USA resta nella rada di Napoli quella notte mentre testimonianze confermano una sua uscita in mare, ma forse dopo lo scontro, anche se molti suoi aerei sono schierati anche sulla base siciliana di Sigonella. I fatti noti a questo movimento aereo, sono il risultato dell’abbattimento (sempre presunto) del DC9 e in seguito al ritrovamento a distanza di settimana di un Mig23 libico, che mostra chiaramente i segni di colpi precipitato sui monti della Sila la stessa notte, anche se  all’inizio fantasiose ipotesi di malore del pilota collocano in data successiva.

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Il film il Muro di Gomma  di Marco Risi aveva già esplorato l’intricato intrecciato che allo scontro vedrà  la scomparsa di documenti un processo infinito e l’opera di Rosario Priore per accertare la verità,  e per per chi vuole approfondire i libri Intrigo Internazionale scritto dal magistrato e Giovanni Fasanella e i numerosi articoli  di Andrea Purgatori  che potete trovare qui raccolti assieme ad altri:

Ma tornando ora alla vicenda del film di Martinelli che personalmente giudico in modo molto positivo per riportare al grande pubblico su uno dei misteri e cercare di  fare luce, il regista è giustamente convinto del coinvolgimento USA, come le immagini del trailer ci mostrano con un duello tra i caccia USA F14 Tomcat e il Mig libico, che verrà poi ritrovata sulla Sila, una ipotesi non lontana dalla verità, che la foto della locandina con il mig 23 libico sotto la pancia del Dc9 vuole avvalorare. Infatti quella tragica notte potrebbe essere stato una serie di errori a portare alla perdita dell’aereo Itavia, forse scambiato dal pilota libico per l’aereo di Gheddafi e allo stesso tempo dai piloti USA, ma io propendo per i francesi, che lo hanno colpito. Resta il fatto che a distanza di anni l’ipotesi che i nostri servizi segreti abbiamo scoperto all’ultimo secondo il piano che si voleva mettere in atto e avvisato il dittatore in volo nella stessa direzione è molto più di una ipotesi

Le verità Francesi

Molto spesso nella vicenda di Ustica si sono tirati in ballo servizi segreti USA , CIA, e anche francesi, ma si è sempre per molto tempo sottovalutata la pista francese, anche se lo stesso ex-presidente della Repubblica Cossiga  nel 2007 dichiarò , (all’epoca della strage era Presidente del Consiglio) che  la responsabilità del disastro va attribuita ad a un missile francese “a risonanza e non ad impatto” destinato ad abbattere l’aereo su cui si sarebbe trovato il dittatore libico Gheddafi, probabilmente partito dalla portaerei Clemenceau.

A parte il piccolo errore di nome la nave in realtà era la Foch, la dichiarazione non sembra aver turbato la Francia all’epoca ed anche oggi. Il  già citato documentario Canal plus non ha fatto altro che avvalorare l’ipotesi, prova ne sia che la nave che poi si occupò del recupero del relitto dell’aereo era di una compagnia francese, lo stesso giornalista e scrittore Carlo Lucarelli in una sua inchiesta ha considerato l’ipotesi francese come la più attendibile.

Ma a questo punto la domanda che lo spettatore si pone andando a vedere il nuovo film sulla vicenda è probabilmente ma se tutte queste “verità” sembrano  accertate o perlomeno ben sostenute da prove perchè ad oggi non è stata messa la parola fine al mistero di Ustica ?

Domanda che si è posta anche chi vi ha scritto questa piccola e incompleta guida, che incontrò una sera nei lontani anni ’90 in pizzeria un compagno di palestra del cugino ex controllore di volo di Fiumicino che alla mia immediata e con tono scherzoso  domanda sulla verità su Ustica mi rispose che la portaerei francese Foch era lì nel mediterraneo e il giorno dopo piombarono nella torre di controllo per fare far sparire tracciati etc. forse i servizi segreti. Una risposta che mi diede poco da sorridere, la stessa che mi porterà nel 2005 in una visita universitaria alla scuola della Nato, il Nato Defense College presso la città militare della Cecchignola a Roma, dove il nostro anfitrione un’ufficiale dell’aereonautica, ad un mio riferimento su Ustica divenne paonazzo, ribadendomi che l’aereo era stato vittima probabilmente di un cedimento strutturale o di una bomba di un terrorista di destra, e scoprii per puro caso che lui era uno degli uffici stampa che all’epoca aveva seguito i fatti processuali per conto dell’Aereonautica militare messa sotto accusa dal magistrato Rosario Priore.  E per  concludere un breve e privato colloquio con Carlo Lucarelli e circa un mese fa con Andrea Purgatori mi hanno confermato quando per puro caso io stesso ho incidentalmente scoperto, “se due indizi sono una coincidenza, tre sono una prova”, ma qui gli indizi sono veramente troppi.

Moltissime poi sono le persone  a seguito dei fatti sparite in modo misterioso e coloro che sono all’oscuro della vicenda avranno di che spaventarsi leggendo su libri e siti internet specializzati. Infine la strenua difesa da parte dei vertici delle nostre forze armate sui fatti che hanno sempre negato lo scontro militare.

Sebbene di recente il  tribunale civile di Palermo, con tre distinte sentenze, pronunciate il 13 e il 19 gennaio, ha di nuovo condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire, per complessivi 12 milioni di euro, 31 familiari delle 81 vittime del disastro del Dc-9 Itavia precipitato al largo di Ustica e per  i giudici palermitani, è confermata la ricostruzione che il Dc-9 fu abbattuto da un missile o comunque da una “near collision” e con queste nuove sentenze di condanna, pronunciate dai giudici della terza sezione civile, Giuseppe Rini e Paolo Criscuoli, si vanno ad aggiungere a quelle già emesse nel capoluogo siciliano, alcune delle quali confermate anche in appello e in Cassazione. Il disastro del volo Itavia ih-870, secondo il tribunale civile di Palermo, fu causato con “elevata probabilità” da un evento esterno alla carlinga dell’aereo. Di fatto rimangono confermate rimangono confermate le conclusioni della sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore che nel ’99, dopo anni di indagini e analisi sui tracciati radar di Ciampino, affermò che il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e che la sua rotta era stata disturbata da caccia militari di diversi Paesi tuttora da identificare…

E’ davvero curioso che ormai a distanza di anni, dopo che molti misteri della guerra fredda sono stati svelati e comunque non esiste più una minaccia sovietica e a maggior ragione neanche il colonello Gheddafi  spodestato e ucciso del 2011 a seguito della rivolta in Libia, guarda caso con l’aiuto dei francesi, non si riesca a svelare quello che poi potrebbe essere stato solo un tragico incidente, un colpo sparato contro l’obiettivo sbagliato. Se nel 1980 questa verità inconfessabile avrebbe potuto portare l’Italia fuori dalla Nato stessa sotto la spinta dei gruppi pacifisti che si mobilitavano contro le installazioni dei missili a Sigonella, si poteva comprendere, anche se non giustificare, una spietata ragion di stato sulla pelle delle vittime del volo. Oggi decisamente oltre a non essere non più giustificabile vede meno anche la comprensione, sebbene l’ammissione da parte del governo francese di questo errore potrebbe portare comunque a gravi conseguenze, per non parlare dell’astronomico risarcimento che si potrebbero chiedere i parenti delle vittime, non tanto per motivi economici ma per giustizia.

In attesa di recensirvi il film di Renzo Martinelli e incontrare il regista stesso, non posso apriori non consigliarvi la visione di questo film, che sicuramente non risolverà il mistero di Ustica, ma di sicuro darà il suo contributo per cercare di aprire uno squarcio di verità, in quello squarcio che la notte del 27 giugno ha visto scomparire 81 innocenti.

di Roberto Leofrigio

http://http://www.museomemoriaustica.it

usticafotomuseo

 

 

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.