Ustica , Martinelli buca il muro di gomma!

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Renzo Martinelli e Ustica. Il regista ha speso ben 4 anni della sua vita e almeno 2 sulle 5000 pagine del giudice Rosario Priore  che ha condotto l’inchiesta su uno dei più grandi misteri italiani, tuttora in attesa di scoprire un colpevole.

La premessa su questo è molto importante, non stiamo parlando di un capolavoro della cinematografia, ma di un film realizzato con un budget limitato, ottimi attori che recitano in lingua inglese, e il doppiaggio del film non eccelso in parte rovina. Se dovessimo giudicare il film da un punto di vista strettamente artistico potremmo parlare di ottime ricostruzioni 3D per le scene degli aerei e forse di una sceneggiatura  troppo semplice, un film onesto, ma troppo povero a tratti, realizzato da un bravo mestierante, ma non sarebbe giusto, perchè il film di Martinelli non è stato costruito per vincere un’oscar, rappresenta dopo il Muro di gomma di Marco Risi realizzato nel  lontano 1991, la volontà di riportare un cinema d’inchiesta italiano e di sollevare il velo con una ipotesi tutt’altro che azzardata su quello che è successo quella tragica sera del 27 giugno 1980.

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Un film che  i giovanissimi dovrebbero vedere al posto di Batman vs Superman dove in 2 ore e trenta c’è tanto rumore, botte, belle musiche, ma il vuoto come storia, mentre qui troviamo con un millesimo delle risorse del film sugli eroi della DC, un film dove ci stanno sempre  gli americani che fanno a botte, ma con un nostro aereo di linea e la vita di 81 innocenti.

La costruzione dell’opera di Martinelli, come anticipato è lineare, ci vengono introdotti dei personaggi di fantasia, ma ispirati a persone reali, per portarci dentro la storia di Ustica. Caterina Murino è una giornalista d’inchiesta, Roberta Bellodi, al contempo mamma di una splendida bimba che perderà la vita nel tragico volo, Lubna Aznabal è Valja pilota di elicotteri e moglie del politico Corrado di Acquaformosa (Marco Leonardi) che per prima scoprirà i resti del Mig libico sulle montagne della Sila, mentre suo marito finirà nella commissione d’inchiesta sulla strage. Il film parte dal volo del Mig 23 libico che dalla base di Banja Luka in Jugoslavia dove ricevono la manutenzione, un’accordo segreto tra Italia e Libia permette agli aerei di volare sul nostro territorio nazionale, evitando i radar con voli a bassa quota e poi nascondendosi sotto la pancia di aerei di linea sulle principali aerovie prima uscire dai nostri confini nazionali. Una storia vera, che all’epoca non andava giù ai francesi in conflitto con il paese comandato dal colonello Gheddafi e gli USA stessi che guidavano l’alleanza atlantica. Il nostro paese in cambio di forniture di gas e petrolio aveva stretto un’alleanza segreta (durata fino al 2011 quando il dittatore è stato spodestato dai francesi) e l’agevolare i caccia di fabbricazione sovietica  nelle loro rotte era uno dei tanti favori. Da qui il regista ci conduce attraverso ottime ricostruzioni 3D degli aerei coinvolti in quello che potrebbe essere successo quella sera, dove scoperto il caccia libico l’ordine era di abbatterlo, caccia italiani, francesi e in ultimo americani arriveranno sul bersaglio, e questi ultimi prendendo il comando dell’operazione oltre ad abbattere l’aereo in oggetto, provocheranno una collisione tra il jet USA e il DC-9, che de facto esploderà in volo. Se questa sembra essere una delle tante ipotesi, oltre a quella del missile , bomba a bordo o cedimento strutturale, il regista cerca di portarci alla sua verità, che non è frutto di una azzardata ipotesi, ma emerge come molto probabile dalle carteggio del giudice Rosario Priore. Molto spesso film belli o brutti sono serviti per denunciare e portare a galla scomode verità, la finzione cinematografica che riesce in poco meno di 2 ore a condensare 35 anni di depistaggi, bugie e false verità ha un compito fino troppo arduo. L’unica colpa di Martinelli è forse una sceneggiatura semplificata, che per chi ricorda tutti i fatti o in parte non può soddisfare, mentre dall’altra parte troviamo spettatori a cui il nome Ustica poco ricorda se non un incidente aereo o un’isola nostrana, a cui dovremmo fare un apposito corso preparatorio visti i tantissimi elementi che bisognerebbe conoscere.

Regia Renzo Martinelli Martinelli Film Company

Per parte mia,  invito i lettori a leggere i nostri approfondimenti e l’incontro con il regista, il cast e il giudice , per meglio comprendere questa vicenda, appare fin troppo evidente la necessità di questo film, che magari fra 50 o 100 anni, semmai saremo in grado di appurare la verità potrà persino definirsi profetico. Personalmente  se prima di questo film chi vi scrive era convinto che un missile francese aveva colpito il nostro aereo, ora dopo questo film  e aver avuto la possibilità di parlare direttamente con il giudice Priore, la certezza, è diventato un dubbio e l’ipotesi cinematografica potrebbe essere la nuova certezza. L’unica verità per ora accertata che 81 innocenti attendono invano attraverso i loro familiari la parola giustizia e assieme a loro altre sedici persone misteriosamente scomparse, di cui una rappresentata nel film il maresciallo Mario Alberto Dettori trovato impiccato ad un’albero in un misterioso suicidio, che all’epoca era radarista alla base di Poggio Ballone vicino a Grosseto e quella sera vide tutto dal suo schermo di controllo. Le sue parole riferito il giorno dopo alla moglie dicono tutto: «Stanotte è successo un casino, qui finiscono tutti in galera. Siamo stati a un passo dalla guerra».

di Roberto Leofrigio

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.