“TRASH”- favola/thriller adrenalinica nelle favelas

 

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Dopo la vittoria al recente Festival di Roma, arriva  in sala la nuova pellicola di Stephen Daldry, 3 volte candidato Premio Oscar (ma mai vincitore) con i suoi bellissimi “Billy Elliot”, “The hours”-che valse il premio a Nicole Kidman come protagonista- e “The reader”. Stavolta Daldry torna a lavorare con i bambini, per la precisione quelli che lavorano raccattando spazzatura nelle discariche delle favelas brasiliane. Qui i giovanissimi Rafa e Gardo trovano un portafogli che contiene prove importantissime che incriminerebbero un potente, corrotto, uomo politico locale. Braccati dalla polizia, con l’aiuto di un altro giovane, Rato, e di un prete missionario (Martin Sheen)  e della sua assistente Olivia (Rooney Mara) porteranno fino in fondo la loro avventura, sprezzanti del pericolo, con l’ottimismo dei loro 14 anni, semplicemente “perchè è giusto”.

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Violento, adrenalinico nel montaggio e a tratti fiabesco (soprattutto nel mieloso finale), “Trash” è una pellicola imperfetta. La forza di questo thriller ad altezza di bambino è certamente tutta nei tre giovani protagonisti, scelti tra migliaia, che riescono a trasmettere tutta la loro genuinità ed energia, pur non professionisti, rendendo credibilissimi i personaggi, e sono gli unici perfettamente utilizzati dal regista, insieme al terribile poliziotto corrotto (Selton Mello, famoso attore brasiliano). Mentre dispiace notare come siano assolutamente sottoutilizzati non solo il volenteroso redivivo Martin Sheen, ma soprattutto l’incolore e inespressiva Rooney Mara, il cui personaggio, già abbastanza insipido, è peggiorato dal terribile doppiaggio italiano.

Ovviamente non tutta la responsabilità va al regista e agli interpreti, ma anche allo sceneggiatore Richard Curtis, avvezzo a commedie come “Notting Hill” o “Love actually” e apparentemente a disagio in questo genere.

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Inoltre, per atmosfere e mood, il film ricorda “The millionaire” di Danny Boyle, certamente più coerente. Nonostante i difetti comunque, la pellicola, tra inseguimenti, codici da decifrare, visite in carcere e cattivi da seminare, riesce a coinvolgere e a tratti emozionare lo spettatore, declinando l’amicizia tra i tre giovanissimi in tutte le sue forme, e i veri valori della vita, quali la solidarietà e il senso della giustizia, fino all’inevitabile happy end.

FRANCESCO ARCUDI

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