“THE NORMAL HEART” – toccante vicenda sull’avvento dell’AIDS

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Abbiamo visto il bellissimo tv-movie prodotto dalla HBO, canale americano che si conferma “trasgressivo” in maniera intelligente, dopo il bellissimo “Behind the candelabra”,sulla vita del pianista gay Liberace, vincitore di numerosi premi in tutto il mondo. A differenza di quest’ultimo, però, temiamo che “The normal heart” possa non essere neppure distribuito in Italia, se non nel circuito Home Video, in quanto tocca dei temi scabrosi per i benpensanti e delle corde dolorose riguardanti una malattia che trent’anni dopo non si è ancora riusciti (o non si è voluto) sconfiggere.

La pellicola, ideata e diretta da Ryan Murphy, creatore-tra gli altri- di “Glee” e “American Horror Story”, che è tratta da una pluripremiata piece teatrale di Larry Kramer (autore anche dello screenplay), racconta l’inizio dell’epidemia da virus del HIV a New York in un arco di tempo che va dal 1981 al 1985, e di come esso ha cambiato le vite (sessuali e non solo) di tutti noi.

Ma soprattutto, attraverso le vicende personali di un ristretto gruppo di personaggi, mostra quel terribile periodo alle giovani generazioni, che non lo hanno vissuto e che-ahimè-ancora oggi sanno poco dell’AIDS e della sua trasmissione.

In seguito alla morte di alcuni giovani uomini della comunità gay newyorkese a causa di “una strana forma di cancro” , il giornalista Ned Weeks (uno straordinario Mark Ruffalo) ,omosessuale dichiarato senza peli sulla lingua, conosce la dottoressa Emma Brookner (strepitosa Julia Roberts imbruttita e invecchiata in sedia a rotelle), l’unica che sembra preoccuparsi di questa nuova piaga sociale, che pare attaccare solo la comunità gay, nell’indifferenza generale delle autorità competenti e dello stato. Da loro due, soprattutto Ned, insieme all’aiuto di un gruppo di attivisti, partirà una lotta estenuante per sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici (molti dei quali gay nascosti) a investire nella ricerca per salvare la comunità lgbt e farle riconoscere gli stessi diritti di tutti gli altri “cuori normali”. Tra una battaglia e l’altra, e una morte e l’altra, la pellicola racconta anche la bellissima storia d’amore tra Ned e Felix, giornalista del New York Times (Matt Boomer, vera e propria rivelazione,almeno per chi è abituato a seguirlo in “White collar”). C’è la bellissima scena iniziale, quella della festa gay, dove la liberazione sessuale è da tutti sentita e vissuta fino in fondo, ma alla fine qualcuno perderà la vita. Da lì in poi nulla sarà uguale, e nessuna scena di vita sarà più così colorata e spensierata. Ma anche altri momenti sono di grande poesia, si veda la sequenza in cui Ned fa alzare Emma dalla carrozzella per farla danzare sulle note di “Chances are” cantata da Johnny Mathis.

Grazie a dialoghi intelligenti e toccanti, a un ritmo che non lascia spazio alla distrazione, a scene strazianti ma necessari, a una fotografia cupa ma efficace, e soprattutto a delle interpretazioni da Oscar di tutti gli interpreti (vanno ricordati anche Alfred Molina, Taylor Kitsch e Jim Parsons), “The normal heart” si rivela un film doloroso ma necessario, per non dimenticare.

FRANCESCO ARCUDI

 

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