The Lesson, una lezione di verità.

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Una insegnante nella  scuola di un piccolo paese nella provincia bulgara, alle prese con un piccolo furto da parte di uno suoi studenti, per Nadyezdhna (Margita Gosheva) che vive grossi problemi economici con la sua famiglia, è importante insegnare a tutti i costi il valore dell’onestà ai suoi giovani allievi lasciando una porta aperta per redimersi al piccolo ladro. Parte da qui la storia diretta Kristina Grozeva e Petar Valchanov che ha mietuto consensi al festival di Toronto e San Sebastian nel 2014 e a Venezia 72 nel 2015 fino ad approdare ora sui nostri schermi e da questa banale premessa vedremo la protagonista, nel tentativo di superare i suoi problemi economici, rompere con tutti suoi valori fin ad essere costretat  a rapinare la banca con quale ha contratto un debito in una incredibile sequenza kafkiana di eventi. Basato su un fatto realmente accaduto i due registi ci conducono nella vita dell’insegnante con una storia dura dove l’assenza della colonna sonora contribuisce ancor di più, come la sua scenografia essenziale, a darci un quadro di come spesso la vita costringa le persone a determinate azioni. Non anticipiamo troppo di questo film che potrebbe suscitare una battuta fantozziana del tipo : “ma veramente ti è piaciuto il film Bulgaro ?”, la risposta di chi scrive questa modesta recensione è un sincero Si.

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Costretto per anni a vedere film fracassoni, o molto belli, ma tutti ben dotati al livello di cinematografia nella loro realizzazione con musiche scenografie anche quelli a low budget e poi  scoprire come con pochi mezzi  accentuati dalla povertà stessa dei luoghi (e per chi non lo sapesse la Bulgaria ha degli Studios che recentemente hanno sfornato un film come Attacco al potere 2) si riesca a presentarci una storia assolutamente non lontana dalla realtà, specie in questi lunghi anni di recessione europea. Forse la vera la lezione è quella che ho ricevuto Io e spero anche gli spettatori che magari per una volta vorranno, a dispetto del citato Fantozzi e il professore Riccardelli che lo angosciava con film d’autore, vedere un film d’autore (anzi autori) proveniente da un paese molto vicino, ma poco conosciuto, come la Bulgaria, per quella che  si annuncia come una  futura trilogia, nell’intenzione dei registi, dedicata alla silenziosa ribellione di persone semplici che combattono la logica mercantile e crudele del mondo attuale, ma potremmo dire da sempre.

di Roberto Leofrigio

 

 

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.