LA TERRA DEI SANTI- Un film che racconta il fenomeno ‘ndrangheta

Per i greci la Calabria è una terra di santi, mentre oggi è conosciuta nel mondo per i santisti, che sono quelli che si battezzano all’ndrangheta. Perché così funziona nei clan, non si sceglie di entrare, ma ci si nasce al suo interno, ed uscirne è impossibile, se non con la morte. Sono come delle comunità a parte, con una mentalità fortemente arcaica,dove il mondo gira in un altro senso: donne che non sono libere di amare, costrette a sposare qualcuno scelto dalla famiglia, partorendo figli considerati soldati per l’esercito dell’ndrangheta, sapendo che prima o poi possano morire con un colpo di pistola. Per loro la vita è come un ramo, facile da spezzare, quello  che gli viene ordinato va eseguito.

Ad avere il coraggio per cambiare le cose, sono in pochi, come nel caso di Vittoria (Valeria Solarino) magistrato,trasferitosi dal nord, al capo opposto,  con la missione di combattere l’ndrangheta. Invece, Assunta(Antonia Daniela Marra), vedova con due figli, è costretta a sposare su ordine del cognato  Alfredo(Tommaso Ragno), boss latitante, il fratello del marito defunto contro la sua volontà. L’unica cosa che la spinge a sopportare ed andare avanti sono i figli: il piccolo Franceschino(Mattia Salcuni) e Giuseppe(Piero Calabrese), adolescente che segue le orme dello zio, diventando il guardaspalle del cugino Pasquale(Marco Aiello). La sorella maggiore Caterina(Lorenza Indovina),  si occupa degli affari di famiglia. Una pellicola raccontata dal punto di vista delle donne,  due mondi completamente opposti, dove la giustizia  si batte per togliere quello che è linfa vitale per queste famiglie: i figli.

Il regista Fernando Murraca , di origine calabrese, il fenomeno ‘ndrangheta, lo conosce molto bene, provato sulla propria pelle, quando era poco più che un ragazzo. E la cosa che si è sempre chiesto “perché la donna calabrese, così legata alla famiglia decide di fare i figli sapendo che moriranno giovani o che passeranno gran parte della vita in galera. Forse questa domanda non se la fanno. Lo scandalo delle madri che  sanno quale è il destino dei loro figli.” Questo è un film sulle donne ma anche sui figli che sono il futuro della Calabria.

Lo Stato dovrebbe  tendere una mano a queste donne, madri, che molte volte si trovano davanti ad un bivio: se continuare a vivere  facendo finta che tutto sia normale, o aprire gli occhi e trovare il coraggio di dire “Basta!” per il bene dei propri figli, salvandoli da un futuro che sono si è scelto di vivere. I valori essenziali della vita vengono schiacciati dal fenomeno mafia, non esistono diritti ma solo doveri, come un vero e proprio regime. Come un cancro che silenziosamente logora tutti gli organi che gli stanno intorno, questo male oscuro che colpisce donne e uomini e consuma le persone.

 

Ambra Azzoli

L\'Autore Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!