Suffragette, “Noi non siamo contro la legge! Noi vogliamo fare la legge!”.

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Diretto da Sarah Gavron (nomination BAFTA Award e BIFA Award per Brick Lane), e sceneggiato da Abi Morgan (The Hour, The Iron Lady, Shame), il film ha aperto il London Film Festival, oltre al Festival di Torino. Uscirà in Italia, distribuito da Bim – Cinema di Valerio De Paolis, il 3 marzo in occasione dei 70 anni del primo voto delle donne in Italia avvenuto il 10 marzo nel 1946. 

La vittoria delle Suffragette, portò ad una delle più grandi rivoluzioni nella storia del genere umano. Un evento che ha condizionato più di duecento anni di storia che finora era stato ignorato (o quasi) dal mondo del cinema. La regista inglese Sarah Gravron con il chiaro intento di raccontare questa storia alle nuove generazioni ha messo su un cast di attrici ben note a dare voce a queste donne coraggiose. Maud Watts (Carey Mulligan) è una giovanissima madre e moglie che contribuisce al mantenimento della famiglia con il suo misero stipendio da operaia in una fabbrica di tessuti. Ci sono decine di migliaia di donne nella stessa condizione, sfruttate dal padrone senza scrupoli che non perde l’occasione di abusarne a suo piacimento. In questa Londra fumosa di metà del novecento, l’idea di poter dare il diritto di voto alle donne serpeggia per le strade. Signore di ogni estrazione sociale cominciano una guerra sottopelle per cambiare il destino delle proprie figlie, rompono le vetrine, appiccano incendi, entrano ed escono orgogliosamente della prigione. Dopo le umiliazioni ricevute dallo stato in cambio delle dimostrazioni pacifiche passano all’azione con l’unica forma di dibattito che gli uomini comprendono: la guerra. Tra le militanti in prima linea c’è Violet (Anne-Marie Duff) una collega e amica di Maud che la coinvolgerà molto più del previsto nel suo giro di rivoluzionare. Tra le più agguerrite c’è Edith Ellyn (Helena Bonham Carter) che usa la sua farmacia come copertura per una base operativa. Splendido è il ritratto della Signora Pankhurst, icona della rivoluzione realmente esistita, qui interpretata in una sola memorabile scena da Meryl Streep.

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Helena Bonham Carter (ha raccontato la regista in conferenza stampa a Roma per la promozione del film) ha tra i suoi prozii un politico che fu nemico girato delle Suffragette, sul set ha chiesto scusa per il suo avo ai pronipoti della famiglia Pankhurst, proprio nell’incontro avvenuto durante la scena sotto al Parlamento (su permesso speciale della corona) due pezzi di storia che si sono rincontrati in pace dopo secoli. Non è il solito film in costume, per una volta le coraggiose protagoniste non sono le signore posh imbellettate che urlano “al voto” di margine ad altre pellicole. E’ un ottimo film per riflettere, non solo durante la giornata della donna questo 8 marzo ma per gli anni a venire.

Di Roberto Leofrigio

 

 

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.