Io sto con la sposa-Film documentario con 2617 produttori dal basso

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Questo film-documentario, prodotto da Gina Films in associazione con DocLab, nasconde al suo interno storie vere, di poveri immigrati che si trovano costretti a scappare dal loro paese, per via della guerra, in cerca di asilo politico in qualche nazione. Così viene raccontata la storia di cinque immigrati palestinesi e siriani ed il loro “viaggio della speranza”, per raggiungere la Svezia. Ad aiutarli in questa impresa, saranno un giornalista italiano e un poeta arabo, che beffeggiando la legge,metteranno in scena un finto matrimonio per riuscire a raggiungere senza dare troppo nell’occhio, la loro meta. Questa messa in scena sarà protagonista per 4 giorni e tremila chilometri, piena di emozioni e di commoventi storie di chi purtroppo non ce l’ha fatta, dove verrà attraversata mezza Europa.

Queste testimonianze ci aprono un po’ gli occhi, su quello che succede al di la del mondo, dove ogni mese migliaia di siriani e palestinesi si affidano ai contrabbandieri per attraversare il Mediterraneo su imbarcazioni malconce, pagando cospicue somme per un viaggio che la maggior parte delle volte, ti porta verso la morte, ma altra alternativa non c’è, per chi vuole sperare in un futuro! La produzione di “Io sto con la sposa” è stata finanziata da 2617 donatori, grazie alla campagna di crowdfunding online, che ha spopolato in rete, raccogliendo in 60 giorni 100mila euro. Uno dei più grandi realizzati in Italia.

Il film, come spiega uno dei registi, Angugliaro: “ è nato dall’esigenza, la voglia di far qualcosa. Era da poco passato il periodo dei due naufragi di ottobre, e tutti noi eravamo molto scossi, Gabriele e Khaled (anch’essi registi del film) che parlano arabo, andavano in stazione cercando di rendersi utili. La maggior parte dei siriani che scappavano dalla guerra, sbarcavano a Lampedusa e poi cercavano di arrivare a Milano, per raggiungere l’Europa, perché nessuno di loro voleva rimanere in Italia. In una di queste occasioni, Khaled e Gabriele hanno incontrato Abdallah, che poi è diventato il protagonista del film. Lui, sentendo loro parlare in arabo, si è avvicinato, chiedendogli informazioni sul treno per arrivare in Svezia; incuriositi dalla domanda,lo hanno preso insieme a loro e gli hanno offerto un caffè, e durante quel caffè lui gli ha raccontato quello che ha passato in mare. E da li è iniziato tutto…” I tre registi, produttori, e anche attori Gabriele del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry e Antonio Angugliaro hanno portato così a conoscenza una realtà diversa dal solito, mettendo in gioco loro stessi,per aiutare persone a cui lo Stato ha sottratto ogni diritto, se non la libertà stessa.

Valutazione:9

Ambra Azzoli

 

L\'Autore Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!