Sergio Sollima: l’ultima Tigre.

 

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Sergio Sollima a destra sul set de il Corsaro Nero.

Alla scomparsa di un grande attore, o regista è ormai un proliferare di coccodrilli, commenti sulle pagine dei social le giuste condoglianze alla famiglia, ma  il regista Sergio Sollima, scomparso a 94 anni,  padre di Stefano Sollima (A.C.A.B., Gomorra – La serie, Romanzo criminale – La serie),  è stato uno dei più prolifici autori del genere spaghetti western, ma sopratutto il creatore di uno sceneggiato di maggior successo della storia della tv italiana : Sandokan. La camera ardente si terrà venerdì 3 luglio  dalle 10 alle 13 presso la Casa del Cinema di largo Marcello Mastroianni a Roma per chi vorrà recarsi a rendere omaggio, io ci sarò avendo avuto l’immensa fortuna di incontrarlo e intervistarlo, come poi ho fatto con il figlio al quale mi premuravo sempre di inviare i miei saluti. Sergio Sollima appartiene a quella generazione legata a Sergio Leone di veri e propri artisti artigiani in grado di realizzare opere con budget impensabili. Lunghissima la sua carriera costellata ormai da film che sempre si suole puntualizzare piacciono a Quentin Tarantino, come se la pietra di paragone fosse l’italo americano che ormai da anni copia, affermandolo a chiare lettere il nostro cinema di genere, osteggiato in passato dalla critica , che ora osanna il “geniale” Tarantino. Ma pochi sanno che oltre alle doti di ottimo sceneggiatore e regista Sollima era un grande organizzatore. La gestazione di Sandokan attraverso la quale venne lanciato lo sconosciuto Kabir Bedi vidi una coproduzione tre le televisioni italiana (RAI), tedesca (Bavaria Film) e francese (O. R. T. F.). Girato in India,Thailandia e Malesia lo sceneggiato in 6 puntate fu visto da 27 milioni di persone, dato record di sempre della tv italiana, ma nonostante l’incredibile successo tradotto poi in una massa di ragazzini, tra cui il sottoscritto che imitavano le geste del pirata della Malesia, la critica lo accolse in modo freddo , un’opera oltremodo trasmessa in bianco in nero all’epoca, tanto poi da meritare l’uscita nei cinema diviso in due parti per godere dei fantastici colori della Malesia. Anni dopo sugli quegli stessi luoghi un certo Steven Spielberg venne a girare Indiana Jones e il tempio maledetto, trovando ottime maestranze perfettamente addestrate, come ebbe a ricordare lo stesso Sollima nell’intervista che realizzammo assieme a Raffaello Fiorini per una fanzine  THX che vendeva 300 copie, Basterebbe questo anedotto per ricordare le doti del regista-sceneggiatore. Il figlio ne ha giustamente dopo anni ripreso i geni giusti imboccando serie tv di grande successo, in particolare Romanzo Criminale che ogni adoloscente romano ha visto, come lo fu ai  tempi per SandokanAltri titoli sarebbero da ricordare come I ragazzi di celluloide del 1980 con Massimo Ranieri, ma sicuramente in questi giorni campeggia sulla rete solo la foto di Kabir Bedi nei panni del pirata della Malesia e la mitica sigla dei fratelli De Angelis, l’ultima Tigre se ne è andata, ma è sempre viva nello schermo della memoria.

 

di Roberto Leofrigio sollima5

A questo link l’intervista realizzata da Raffaello Fiorini e Roberto Leofrigio al  regista nel 1989: http://digilander.libero.it/ObyWan3/galleriabis5.html

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.