Scusate se esisto – Cortellesi/Bova e la nostra povera Italia

 

Paola Cortellesi debutta come sceneggiatrice con questa commedia, diretta da suo marito Riccardo Milani, nata, da quanto dichiarato, durante una conversazione in famiglia a proposito dei problemi della nostra amata/odiata Italia, dove spesso nel mondo del lavoro le donne sono ancora trasparenti (da qui il titolo).
Serena Bruno (Cortellesi) è un’architetto originario di Anversa (“no, non quella belga, quella abruzzese” ripete spesso nel film) che dopo vari successi all’estero non regge alla nostalgia per il nostro paese e rientra in Italia, scontrandosi con i problemi – lavorativi e non – che da anni ci affliggono. Sogna di vincere l’appello per la riqualificazione del Corviale, mostro edilizio alla periferia di roma (progetto realmente esistente) ma per farlo si vede costretta a fingersi uomo (“non daranno MAI questo progetto ad una donna”). Chi può aiutarla meglio di Francesco (Raoul Bova), bellissimo ristoratore con cui ha stretto amicizia e di cui si è innamorata? Peccato che questi, divorziato e padre di un bambino, sia gay e per nulla interessato all’amica dal punto di vista fisico. E’ dunque da questi presupposti che partono le risate in questa classica commedia degli equivoci, in cui tutti sono costretti (dalle convenzioni della vita) a fingersi qualcosa o qualcun altro.
Una pellicola ben diretta e benissimo interpretata, che tra un sorriso e l’altro dice grandi verità e descrive molte pecche di questa Italia, in cui appunto un gay non è libero di dichiararsi tale per paura di perdere il lavoro (si veda anche il personaggio di Cesare Bocci), un architetto donna deve fingersi la segretaria di uomo per avere  assegnato un lavoro, un’altra si annulla per trent’anni per il suo capo, fedele al detto che dietro ad ogni grande uomo c’è una donna (una bravissima Lunetta Savino nel ruolo della segretaria del boss Ennio Fantastichini). Fino a quando, qualcuno imparerà a dire “basta”!

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I dialoghi sono frizzanti e funzionali, i personaggi ben scritti anche se talvolta macchiettistici, come quello del bravissimo Marco Bocci nel ruolo di uno degli improbabili amanti di Francesco, o la fantastica zia abruzzese della protagonista. E soprattutto nella prima parte, gli intermezzi musicali alla “Tutti pazzi per amore” (e infatti uno degli sceneggiatori è lo stesso, Ivan Cotroneo) sono piacevoli e non stonano. Nota di merito a Raoul Bova-ottima spalla della protagonista-che si conferma attore in crescita e molto duttile, in base anche alla mano del regista che lo dirige, capace qui di prendere in giro la sua immagine. Ma soprattutto lode a una strepitosa Cortellesi che ci regala un altro dei suoi personaggi a tutto tondo in questa commedia che vi farà molto ridere ma anche tanto riflettere.

Francesco Arcudi

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