Posh – The Riot Club, il lato più arrogante e nascosto delle università d’elite

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Dieci ragazzi occupano la scena, ricchi, arroganti, e presuntuosi. Il loro scopo è quello di formare lo storico Riot Club, a cui tutti sognano di appartenere, ed entrarci non è cosa da pochi. Miles Richards (Max Irons) e Alistair Ryle (Sam Claflin) sono due giovani, che stanno per varcare per la prima volta le porte della prestigiosa università di Oxford, e che per caso si ritrovano ad essere parte del Riot, il quale è basato su una regola fondamentale: quello che succede nel Club, rimane al suo interno. Dopo una serata passata all’insegna dell’alcool e del divertimento si ritroveranno a fare i conti con una cosa più grande di loro, che rischierà di compromettere il loro futuro e la loro  permanenza nell’università.

Il film diretto dalla regista Lone Scherfig, è tratto dall’opera teatrale Posh della scrittrice Laura Wade, la quale iniziò il suo lavoro nel 2007 ispirandosi ai ricchi ragazzi dei Club inglesi, caratterizzati da riti e tradizioni. Il produttore Pete Czernin  rimase colpito dal lavoro della Wade, da quel mondo a cui tutti sognano di appartenere, fatto di sfarzi e ricchezza, dove niente è impossibile. I protagonisti sono molto diversi tra loro, sia come stile, che come rango: Sam Claflin nelle vesti di Alistar, un ragazzo intelligente e solitario che vive nell’ombra del fratello maggiore, stato precedentemente presidente stesso del famoso Club. Quando si ritrova a far parte anche lui del Riot, viene affascinato da questo gruppo di ragazzi e dal loro modo esuberante di divertirsi, così da far uscire la sua personalità. Max Irons interpreta Miles, un ragazzo buono,simpatico, amabile, differente dai classici tipi che fanno parte dei Club, e quando entra anche lui nel Riot, la sua vita si stravolge, e la sua figura da bravo ragazzo si mette in discussione. Douglas Booth, che nel film veste i panni di un giovane schermidore, appartenente ad una prestigiosa famiglia nobile, e che vede l’università come un opportunità di divertimento, senza nessuna responsabilità.

Il film ci proietta in questo “mondo del lusso” , messo ancora più in evidenza nella scena della cena, dove i ragazzi indossano questi maestosi abiti ottocenteschi, e dove anche la semplice sala da pranzo di un pub di periferia, diventa una stanza quasi principesca, apparecchiata a dovere, con le pareti rivestite di quadri, le vetrine addobbate, e grossi lampadari che illuminano la sala. Un inizio relativamente tranquillo, dove lo testimoniano anche i colori della scena, molto moderati, per poi finire con un caos totale, dove anche i colori cambiano, e gli animi stessi dei ragazzi. L’intento della regista era quello di interpretare questo tipo di ambiente,un po’ POSH(elegante,lussuoso,chic),non solo come qualcosa di bello e grandioso nel quale rimanere affascinati, ma anche per quello che realmente racchiude, un mondo frivolo e snob.

Ambra Azzoli

Valutazione:7

L\'Autore Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!