Oscar 2016: Non essere cattivo fuori dalla short list

oscarforeign

Questa volta quelli dell’Academy sono stati cattivi, in realtà il bel film dello scomparso regista Claudio Caligari , con Luca Marinelli protagonista e prodotto tra gli altri da Valerio Mastrandrea con Kimera Film non ha superato l’esame dell’Academy, anche se onor del vero i concorrenti di quest’anno sono davvero  notevoli. Nella lista riportata direttamente dal sito dell’Academy spunta il titolo destinato a vincere per forza : Il figlio di Saul diretto da László Nemes che corre per l’Ungheria.

sonofsaul

Già trionfatore a Cannes lo abbiamo visto in anteprima e in attesa della sua uscita italiana a gennaio attorno alla data dedicata giornata della memoria visto che  racconta la storia si svolge nell’ottobre 1944, Auschwitz-Birkenau. dove Saul Ausländer è un membro del Sonderkommando, un gruppo di prigionieri ebrei isolati dal resto del campo e costretti ad assistere i nazisti nel loro piano di sterminio.Probabilmente già molti diranno il solito film sull’olocausto, destinato ad accontentare i membri dell’Academy (visto che molti sono di origine ebraica), in realtà la qualità della realizzazione del film con una scelta estetica da un punto vista cinematografico semplice geniale (che approfondiamo nella recensione) lo porterà inevitabilmente  a prendere la statuetta.  Il Figlio di Saul è a mio giudizio uno dei migliori film visti nel 2015, e il film assoluto sulla Shoah, dimenticate tutti film che avete visto in precedenza  a cominciare dal “melodrammatico” Schindler di Spielberg, se Star Wars è il film sul lotta tra bene e male la pellicola ungherese è il male assoluto rappresentato sullo schermo che trascina l’ignaro spettatore in un incubo come nessuna film  era mai riuscito a fare.

Per gli altri film forse già sconfitti in partenza, ma validissimi, segnaliamo il bel Labirinto del Silenzio (Labyrinth of Lies) del nostro Giulio Ricciarelli,  un italiano trapiantato in Germania, che si ricollega idealmente al Figlio di Saul raccontando la genesi del  processo in Germania alle SS  nel 1963 che avevano diretto proprio il campo di Auschwitz e raccontando una storia poco conosciuta sui processi legati ai nazisti, e in particolare sul  primo processo fatto dai tedeschi contro i propri cittadini  in una Germania (Ovest all’epoca) che voleva solo dimenticare il suo oscuro passato, il film uscirà da noi il 14 gennaio 2016.

labirintodelsilenzio

Tra gli altri film Dio esiste e vive a Bruxelles uscito con successo qui da noi, riportato con il titolo di The Brand New Testament,diretto da Jaco Van Dormael che ha ricevuto un’ottima accoglienza al nostro botteghino  ,outsider possible il colombiano Embrace of the Serpent segnalato da molti, ma che non abbiamo ancora visto, mentre per A War del danese Tobias Lindholm presentato a Venezia 72 e recensito  da noi, auspichiamo ora una distribuzione per un film di guerra molto attuale dedicato ai soldati danesi in Afghanistan e sui problemi delle regole di ingaggio.Anche Mustang presentato con grande successo alla Festa del Cinema di Roma e uscito qui da noi, ma confidiamo nei prossimi mesi che tutti i film candidati possono avere la giusta visibilità.

Ricordandovi che lista verrà poi ridotta a soli 5 titoli per la selezione finale che verranno comunicati il 14 gennaio, tifiamo per Giulio Ricciarelli nella speranza che possa rientrare nella cinquina, ma ovviamente ribadisco a modesto parere  che Il Figlio di Saul debba vincere per forza.

Comunicato Academy

Nine features will advance to the next round of voting in the Foreign Language Film category for the 88th Academy Awards®.  Eighty films had originally been considered in the category.

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The films, listed in alphabetical order by country, are:

     Belgium, “The Brand New Testament,” Jaco Van Dormael, director;

     Colombia, “Embrace of the Serpent,” Ciro Guerra, director;

     Denmark, “A War,” Tobias Lindholm, director;

     Finland, “The Fencer,” Klaus Härö, director;

     France, “Mustang,” Deniz Gamze Ergüven, director;

     Germany, “Labyrinth of Lies,” Giulio Ricciarelli, director;

     Hungary, “Son of Saul,” László Nemes, director;

     Ireland, “Viva,” Paddy Breathnach, director;

     Jordan, “Theeb,” Naji Abu Nowar, director.

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.