Ogni Maledetto Natale – Cattelan all’esordio, Mastandrea e Giallini lo premiano: “Alessandro è bravissimo, la scena a tavola uno spasso”

Il cast di “Ogni Maledetto Natale” ha incontrato la stampa per parlare del nuovo film in uscita quest’oggi. Grande prova per Marco Giallini e Valerio Mastandrea, mattatori anche davanti ai microfoni dei cronisti. Un emozionato Alessandro Cattelan è all’esordio come attore, il trio di registi è quello di “Boris” composto da Luca Vendruscolo, Mattia Torre e Giacomo Ciarrapico. L’incontro è avvenuto presso l’Hotel Visconti di Roma. Tra gli altri interpreti presenti anche Alessandra Mastronardi, Francesco Pannofino, Laura Morante e Corrado Guzzanti. Ecco le loro dichiarazioni nel nostro incontro:

Com’è stato l’esordio?

Alessandro Cattelan: “L’esordio è stato bello e facile, quando entri con persone che rappresentano il meglio è facile. Il mio personaggio era un po’ fuori contesto all’inizio del film, un po’ come mi trovavo io”.

Cos’ hai rubato da un Giallini o un Mastandrea?

Alessandro Cattelan: “Ci ho messo molta umiltà, osservavo, guardavo. Abbiamo iniziato all’inizio in un bosco e non sapevo niente di quello che comportasse questo mestiere. I ragazzi portavano il caffè e siccome non sapevo dove fosse lo zucchero per non rompere ho iniziato a berlo amaro”.

Quanti provini hai fatto?

Alessandro Cattelan: “Non sapevo come funzionasse ed ero convinto che mi avessero già preso dopo il secondo, ma in realtà anche gli altri dopo erano decisivi per la parte”.

Luca Vendruscolo: “Alessandro è un bravissimo attore. Era talmente bravo che alla fine ha vinto, duravano tanto le prove perché non eravamo convinti fosse possibile essere tanto bravi. Alessandro si è dimostrato naturale e comico, si lascia scivolare tutto addosso. Dopo un’iniziale diffidenza è stato tirato a bordo di questa esperienza”.

Valerio Mastandrea: “Cattelan non è uno scemo. Questo è un  film surreale pericolosissimo e dannosissimo, bisognava interloquire con tre psicopatici, c’erano un’enormità di problemi e pericoli. Alessandro è stato subito uno dei nostri e noi uno dei loro”.

Alessandra Mastronardi: “Ale mi ha raccontato che c’è stata una specie d’iniziazione”

Giallini e Mastrandrea possono parlare dei loro personaggi?

Marco Giallini: “Il primo personaggio, Edoardo, è una sorta di Buffalo Bill. Ho parlato poco ma ho sparato molto, mi è piaciuto lavorare con Cattelan. La scena dove siamo a tavola durante il pranzo di Natale è stata una delle divertentissime.  E’ il film che è un po’ confusionario, il primo è un pazzo scatenato come il secondo. Non ci ho messo moltissimo ad interpretarlo”.

Valerio Mastrandrea: “Non si può parlare dei personaggi senza parlare del film. Di Cattelan parleremo sempre, passare da un personaggio agli altri è come mettersi una parrucca. Abbiamo vissuti momenti sul set dove sembravamo troppi, purtroppo abbiamo la sfortuna di conoscere bene i registi con i quali condividiamo anche aspetti della vita. E’ uno dei film sulla famiglia italiana più importanti degli ultimi anni, non toccando La famiglia di Scola”.

Alessandra Mastronardi: “Avrei voluto cambiarmi anche io, la vera fatica era non ridere”.

Commedia satirica e surreale può andare, ma vogliamo capire un po’ il percorso del film dove sembra abbiate tagliato bene. Qual era l’obiettivo narrativo?

Luca Verduscolo: “Abbiamo pensato molto questo film, ha avuto una gestazione lunghissima in produzione e post produzione. I due mondi paradossali delle due famiglie è stato il lavoro fatto più a lungo. Anche la scelta del doppio cast è su quell’aspetto, sono vittime di due famiglie che li schiacciano. Abbiamo cercato di mantenere una specularità dei due mondi, non so se questo è riuscito. Tutto nasce da una sfida che ci ha lanciato Lorenzo di fare un film che uscisse a Natale. E’ la declinazione italiana del film di Natale, non potevamo resistere a questa sfida.  Io mi identifico fino ad un certo punto in quello che vedo. Siamo partiti identificando il tema e facendoci alcune domande sul Natale. Il Natale rappresenta la famiglia è interessa tutti, per ogni parte del Natale ne abbiamo una che detestiamo. Abbiamo trovato un cast che interpreta due ruoli rendendo la sfida interessante”.

Cattelan continuerai come attore? Voi diteci qualcosa sul Natale…

Valerio Mastandrea: “Proviamo a non tifare sempre per qualcosa, non siamo l’anticinepanettone. Se tu abitui il pubblico a mangiare carne o pesce non mangerà mai la verdura. Questa è una commedia di un certo tipo che contestualizza il Natale, non è l’anti niente. Se continuiamo a fare il tifo pro o contro alla fine non si crea mai la pluralità di scelta per educare il pubblico. Altrimenti rischiamo di non andare più al cinema”.

Alessandro Cattelan: “Non ho capito molto di questo mondo alla fine del film. Mi sono trovato molto bene con loro, non so se sono stati loro o questo lavoro. Non è il mio campo, con loro rifarei anche un film, con altri non lo so. Mi hanno dopato, ogni tanto capitano proposte per il cinema, ma non avevo mai detto si. Con il Natale ho un rapporto sereno, lo ho fin da piccolo e anche adesso che ho una bambina mi piace nascondergli i giochi. La  giornata più brutta dell’anno è quella della sosta senza campionato”.

Alessandra Mastronardi: “Il Natale a Napoli è molto caldo, si rimane a tavola per 7 ore”.

Marco Giallini: “Da bambino ricevevo i regali, adesso li faccio ai miei figli. Credevo alla befana, ma quando al posto della calzetta mamma ha preso il calzino di papà ho sentito la puzza e ho capito quanto c’entrasse poco. Il Natale è molto bello, ci sarebbe bisogno di fare i film di una volta. Senza prendere in giro nessuno e fare la parodia di nessuno. Il cinema è bello per questo, sto film può iniziare una serie”.

Luca Vendruscolo: “Sono d’accordo con Valerio sulla varietà. Il nostro mercato offre meno di quello che il pubblico vorrebbe. Ci siamo documentati nelle prime fasi di scrittura e un’amica mi ha raccontato di una disputa in famiglia che portava la madre a fare i regali per se stessa”.

Your ads will be inserted here by

Easy Plugin for AdSense.

Please go to the plugin admin page to
Paste your ad code OR
Suppress this ad slot.

Le regole della scurchia?

Luca Vendruscolo: “Usciranno le regole nel merchandising”.

Vi aspettate reazioni dalla Tuscia?

Luca Vendruscolo: “Non vogliamo irritare i Tusciani, Mattia ha anche casa lì. Nel caso me la prenderei con lui, si fa un film per lanciare un messaggio. Non credo siamo da querela. Magari c’è un bel politicone e il Vaticano ci fa causa”.

Laura ti ha divertito interpretare questo doppio ruolo ?

Laura Morante: “Mi sono divertita, travestirsi enfatizza l’aspetto ludico. Era l’altro personaggio a crearmi qualche problema, ma era bello veder cambiare tutti gli altri. Non trovo questo gran piacere a vedere me stessa, preferisco sempre un travestimento. Ci sono tanti film che ho fatto e non ho mai visto, sognavo di fare la radio ed è la mia grande passione. Avrei voluto fare radio, ma purtroppo quel tipo di radio non c’è più. Io preferisco leggere che andare al cinema”.

Francesco Pannofino: “Questo film c’ha la spending rewiev, gli attori hanno fatto due ruoli con la stessa paga. La radio  ne è un altro esempio di spending review. A proposito dei due ruoli ero innamorato del primo, ma facendo Marinelli piano piano mi ha dato un sacco di soddisfazioni”.

Corrado cosa ti è piaciuta di questa sceneggiatura?

Corrado Guzzanti: “Mi piace molto che venisse da loro che sono una garanzia, mi sono divertito molto a partecipare  a Boris. Mi hanno proposto fino a Benji, ma erano incerti sul ruolo della prima parte. Gli stessi attori che fanno le due famiglie è originale, ci siamo preoccupati che il pubblico capisse e ci sono molti background. Anche il litigio tra Sauro  e Aldo è evoluto”.

La comunità filippina è l’unica che ne esce benissimo, come ha studiato la psicologia?

Giacomo Ciarrapico: “Ne escono bene…uno vuole buttarsi di sotto e l’altro dice che si stava meglio con Mussolini. Corrado sul set ha parlato di mela caduta. Anche sulla tuscia siamo molto preoccupati”.

Laura Morante: “Quando ero giovane mi immaginavo il Natale da favola. Prima ci facevamo tutti i regali, ora li facciamo solo ai figli. E’ l’unica occasione per stare tutti insieme”.

Francesco Pannofino: “E’ tremendo il Natale, purtroppo è un’ansia terribile. Quest’anno lavoro almeno”.

Mattia Torre: “Il Natale mi ricorda che ho 43 anni e sono senza famiglia”.

In Boris ci avete lasciato con l’idea di fare il cinepanettone, ora fate un film di Natale. Un caso?

Mattia Torre: “In realtà è stato casuale, volevamo raccontare in un altro modo lo strano paese italiano”.

Come si dividono i lavori tre registi?

Giacomo Ciarrapico: “Come diceva prima Mattia noi abbiamo la fortuna di dividerci il lavoro, siamo anche sceneggiatori. Se a qualcuno non convince qualcosa ci fidiamo dell’altro.Un regista vorrebbe a volte essere tre persone”.

Il filippino alla fine è il personaggio più cinico di tutti?

Corrado Guzzanti: “Il filippino è pratico, abbraccia il suo ruolo fino alla morte”.

 

 

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1