Mad Max Fury Road, il furioso ritorno del grande cinema d’azione.

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“Mentre il mondo crolla, ognuno di noi va in pezzi,.
Era difficile dire chi era più pazzo…io o gli altri” – Max

Mad Max furioso !
Le intenzioni erano le migliori e lo stesso regista George Miller, che già aveva co-diretto e sceneggiato i primi 3 film aveva questo progetto in testa da quasi 15 anni.
Se pensate di vedere un remake sbagliate di grosso, per nostra fortuna la felice scelta di Tom Hardy si sposa benissimo all’icona leggendaria che Mel Gibson aveva scolpito negli anni ’80.

No, Mad Max Fury Road sa tanto di quel film che il regista aveva sempre avuto in testa, ma all’epoca non aveva nè soldi e mezzi per realizzarlo. Quindi niente sequel, ma un quarto capitolo che non fa altro che riaccendere la fiamma dei fan del guerriero della strada e spero portare i giovanissimi a riscoprire i primi tre film.
Due ore di un inseguimento senza fine in quella che il regista ha sintetizzato perfettamente con queste parole: “Penso ad un film d’azione come a una sorta di musica visuale, e Fury Road è qualcosa tra un concerto rock estremo e un’opera”.
Basterebbero queste due righe per chiudere qui la recensione, mentre stasera aprirà il festival di Cannes 2015 dove Charlize Theron  sta già incantando i fotografi, dopo aver incantato a sua volta nella pellicola con Furiosa, un personaggio che esalta le caratteristiche dell’attrice da sempre camaleontica che assieme a Mad Hardy fungono da vero detonatore nucleare per un’ambientazione post-atomica. Il film trascina lo spettatore in una furiosa corsa ad ostacoli senza respiro, il tutto sposato alla fotografia di John Seale, ai costumi Jenny Beavan curati in ogni dettaglio, che rilanceranno mode cyberpunk. Grazie anche alle recenti innovazioni tecniche come la Edge Arm, uno speciale braccio meccanico che permette in tutta sicurezza di posizionare ovunque la macchina presa i risultati sono strabilianti, e tutti gli attori come vedrete non si sono sottratti alle difficili scene d’azione attaccati ai cavi cancellati poi con il digitale non ci sono controfigure, ma loro magari appesi a testa in giù mentre un camion roboante corre per il deserto della Namibia, luogo scelto e perfetto per ambientare l’era post-atomica di Mad Max.
Il quarto capitolo è semplicemente la summa di tutto quello che è in grado di fare George Miller che a 70 anni ci regala il suo gioiello cinematografico e nel deserto di inutili remake e quarti capitoli da dimenticare, magari attraverso un episodio di South Park, qui la musica cambia in tutti i sensi. In particolare è da sottolineare la colonna sonora realizzata da Tom Holkenborg alias Junkie XL, con una scelta da opera rock alternando percussioni brutali a fiati ed archi e un coro di 80 voci coinvolge totalmente rappresentando perfettamente un mondo totalmente folle. Servirebbero altre quaranta pagine per descrivere nei dettagli l’incredibile lavoro condensato nelle due ore della pellicola, ma confidiamo di avervi convinti nella scelta di vedere questo film e possiamo sintetizzare e concludere attraverso la parole di uno dei protagonisti: Nux (Nicholas Hoult); “Che giornata ! Che giornata fantastica!”.

 

di Roberto Leofrigio

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L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.