Il Libro della Giungla: L’incontro stampa con le voci italiane del film (Foto, Video)

Il Libro della Giungla - La conferenza stampa

Il Libro della Giungla – La conferenza stampa

(a cura di Thomas Cardinali) – La Disney come da tradizione ha deciso di fare le cose in grande stile e nella splendida cornice del Bernini Bristol di piazza Barberini si è svolto l’incontro stampa di presentazione de ” Il Libro della Giungla “, il nuovo live action ispirato allo storico film d’animazione e al libro di Rudyard Kipling. I talent scelti per questo film di punta del 2016 della major sono Toni Servillo, Giovanna Mezzogiorno, Violante Placido, Neri Marcore e Giancarlo Magalli, che torna dopo 20 anni dall’ottimo lavoro in “Hercules” con Filottete sul “luogo del delitto”.  La conferenza stampa è stata ricca di spunti molto interessanti sulla nuova pellicola girata interamente in digitale, con il solo Neel Sethi per la prima volta sullo schermo nei panni di Mowgli. Leggi e guarda il video dell’incontro con i talent italiani de ” Il Libro della Giungla “, al cinema dal 14 aprile in oltre 700 copie.

Potete introdurre il vostro personaggio nel film?

Toni Servillo: “Il rapporto con Disney è un rapporto lungo, sia quando eravamo bambini ormai molti anni fa ma anche adesso da papà molte serate sono trascorse al cinema, poi con le cassette e i dvd. Il mio film preferito è “La Spada nella Roccia”. Il mio personaggio è Bagheera che indica al ragazzo la strada da percorrere per stare sulle proprie gambe. È il maestro che tutti sognano, che ti fa vedere la strada, te la indica e poi ti fa camminare sulle tue gambe. Lui è un fiancheggiatore nella crescita del bambino”.

Giovanna Mezzogiorno: “Io come tutti sono nata e cresciuta sui cartoni Disney. Il mio adorato era “Bianca e Bernie”, anche io ho due bambini piccoli e sono impelagata in un’altra storia. I miei figli hanno visto tutti i cartoni, ma ora sono diversi. Quelli che io ho amato rispetto a quelli che ci sono ora li annoiano. Il personaggio di Kaa è in una parola complesso, è una seduttrice onesta nella sua seduttività e nella sua protettività nei confronti del bambino. Ha però una doppia faccia che ti stritola. È come l’essere umano, sincero anche in cose opposte”.

Neri Marcorè: “Vengo d una famiglia povera e ho pochi ricordi legati all’infanzia, ma ho iniziato a leggere grazie a Topolino. Sono grato a Disney per avermi imparato a leggere. Il mio film preferito è Robin Hood, infatti ho chiesto che si poteva cambiare. Spero che rifacciano una nuova versione di Robin Hood che so a memoria. Questo film è bellissimo e c’è una morale con i buoni e i cattivi. È rivolto un po’ a tutti, anche agli adulti. Baloo è il vero protagonista del film (ride), credo sia simpatico e non ama rispettare le regole. È un cialtrone perché chiede di prendere il miele sul dirupo, ma sulla bontà del suo cuore non ci sono dubbi. Il cattivo non c’è in questa conferenza stampa per dimostrare che il bene vince”.

Violante Placido: “La Disney ci ha fatto sognare, il mio preferito è “Gli Aristogatti”, ma anche il libro della giungla. Mi riconosco in Mowgli, anche perché da grande volevo fare l’etologa. L’effetto in 3D e gli animali usati ti fanno vivere un’esperienza di viaggio incredibile. Vivi i pericoli della giungla, li senti intorno a te. Un’esperienza fantastica. Io sono mamma lupa, se fosse per lei si terrebbe Mowgli tutta la vita nel branco. Il distacco è un momento doloroso, mi sono commossa durante il doppiaggio perché è molto possessiva. Invece di andare allo Zoo andate a vedere il Libro della Giungla. Lo studio è stato fatto così bene che si vive un’avventura che sembra vera”.

Giancarlo Magalli: “Io ho un rapporto con la Disney sin da bambino e leggevo i fumetti. Avendo due figlie, anche io mi riproduco, che distano 20 anni l’una dall’altra quindi ho dovuto riconoscere. Ho avuto un doppio ciclo Disney, ma l’ho fatto volentieri anche perché i parchi sono fatti per il papà. Sono stato così grato di essere richiamato dopo 20 anni da “Hercules”, mi chiamano dopo 20 anni ma non garantisco di essere presente al prossimo film. Mi piace fare il doppiaggio, ho cercato di farlo al meglio. Filottete era un satiro ciccione e pelato. Questo è un oringo di 2 tonnellate, comincio a pensare che scelgano i doppiatori in base alle fotografie”.

Quanto è difficile doppiare?

Giancarlo Magalli: “Anche andare in sincro con l’immagine è difficile. La tecnica del sync è meccanica non artistica. I cartoni pensate che la voce originale degli attori in americano fa quella che gli pare utilizzando la voce che vuole. C’è una difficoltà in più a doppiare il vestito fatto su misura per un altro”.

Neri Marcorè: “È una tecnica il doppiaggio. C’è stato un anno che Michele Gambino mi ha fatto assistere e mi ha insegnato. Man mano che lo fai acquisisci quella stoltezza che però non è per niente automatica. Chi non ha fatto molto cinema e teatro ci mette più tempo”.

Giovanna Mezzogiorno: “Io non ho sentito il doppiaggio originale, ho sentito soltanto l’inizio per farmi capire che avrebbero aggiunto gli effetti sonori. Per me doppiare è molto difficile. Non ho mai doppiato un altro personaggio, ho fatto un paio di provini per film americani e non sono stata presa e c’ero rimasto male. Volevo farlo da sempre e quando ho fatto il provino per la Disney ero speranzosa che mi prendessero. Qui non c’è l’appoggio del corpo e per me che non l’ho mai fatto è stata una cosa molto interessante e nuova”.

 Volevo sapere il lavoro effettuato durante l’incisione della canzone “Lo stretto indispensabile” e il cambiamento apportato?

Neri Marcorè: “Abbiamo riproposto la canzone con una variazione che ho proposto io perché invertendo le parole potevamo appoggiarsi meglio sui movimenti labiali di Baloo”.

Avete parlato dell’evoluzione della tecnica, ma adesso rispetto ad altri film e al passato c’è stato un evoluzione incredibile con la motion capture. A voi piacerebbe fare una cosa del genere come Serkis?

Toni Servillo: “No. Francamente non credo che avrò vita sufficiente per pormi il problema, è totalmente distante dai miei interessi. Quando ho detto ai miei figli che potevo doppiare Bagheera i miei figli mi hanno chiesto in coro di farlo. Tutta la mia gratitudine va ai direttori del doppiaggio. Vi garantisco che reciterò in carne d’ossa per il resto dei miei giorni”.

Neri Marcorè: “A me incuriosisce, ma credo che tutti abbiamo il timore che gli attori non servano più. Per fortuna ci salva il teatro, credo che li ne debbano passare parecchi di anni. Qui in Italia il modo di girare è molto differente, si trovano soluzioni artigianali”.

Toni Servillo: “Non si può negare che sia molto affascinante ciò che è sempre accaduto nel teatro per le sostituzioni, con un attore che dà tutto per sostituire al meglio. Accade nella lirica e può accadere anche nel teatro ed è affascinante perché è umana. La bellezza di un attore è che sono una persona viva”.

Giancarlo Magalli: “Non ho mai indossato tute per lavoro e non lo vorrei fare”.

Violante Placido: “Non andrebbe bene per la mia natura un po’ selvatica”.

Doppiando questo film vi siete posti il problema che per quanto umanizzati stavate doppiando degli animali? Vi è piaciuto di più questo film rispetto all’altro e qual è il vostro  rapporto con il libro ” Il libro della Giungla “?

Your ads will be inserted here by

Easy Plugin for AdSense.

Please go to the plugin admin page to
Paste your ad code OR
Suppress this ad slot.

Giovanna Mezzogiorno: “Si mi sono posta il problema che fosse un animale, perché c’è un realismo ma poi viene tutto trasformato. È reale ma non è realistico. Non ho letto il libro, ho visto il cartone animato ed oggi ho visto questo, ma non sono paragonabili perché troppo diverse come storie. C’è un’esperienza più sensoriale che i cartoni di una volta non ti potevano dare. Il cartone è più per bambini, questo no come tutti i film di oggi”.

Giancarlo Magalli: “Io ho letto il libro e se fosse stato uguale il mio personaggio non ci sarebbe”.

Neri Marcorè: “Questo film è bellissimo, il potere evocativo che ha un libro però e la possibilità di costruirsi i personaggi da soli è impagabile. Credo che nell’età in cui si comincia a leggere nessun film abbia la stessa capacità nutritiva che oggi è purtroppo sostituita da cose belle e pronte, sono sempre bambini più piccoli ad utilizzare i cellulari. Dovrebbero sviluppare come abbiamo fatto noi la loro fantasia. Riguardo al doppiaggio devi capire grazie ai direttori quanto accelerare con la caratterizzazione, questa è una recitazione molto realistica e in certi frangenti quasi drammatica. Quando ho doppiato i Simpson c’era un’accettazione maggiore”.

Giancarlo Magalli: “Ho trovato accentuato la legge della giungla nella realtà, io proietterei la scena della pace dell’acqua a Palazzo Chigi. È un bel messaggio e qui ne arrivano tanti e sono tutti positivi, soltanto la tigre è cattiva perché ha subito un danno”.

Nel film è molto accentuato il fatto che gli uomini, a parte il fiore rosso, non sono assolutamente migliori. La legge della giungla è meglio di quelle degli uomini?

Giancarlo Magalli: “Già la stessa legge dell’acqua con la tregua degli animali che non si mangiano andrebbe proiettata a Palazzo Chigi, è un bel messaggio. Gli animali hanno questi istinti, delle capacità di trasmettere messaggi particolari. Qui ne arrivano molti e quasi tutti positivi. La tigre è cattiva, ma ha subito un danno dall’uomo”.

Violante Placido: “Come dice la lupa la legge del lupo è il branco e la legge del branco è il lupo. C’è un’etica”.

Che tipo di direzione hai trovato interessante per arrivare alla sobrietà di Bagheera quasi imperturbabile e ascetica?

Toni Servillo: “Credo che se uno si mette al servizio di un personaggio dovrebbe cercare di farsi perdere di vista e mostrare la natura del personaggio rispetto alla quale si mette al servizio. Questa è una circostanza simile per certi punti di vista al cinema e al teatro, dovevo fare Bagheera e l’ho fatto. Ho visto come lo faceva Ben Kingley, un attore immenso, all’inizio. L’accento e la musicalità inglese emerge una musicalità inglese molto forte, una nobiltà rispetto agli altri. Io non potevo farlo in italiano, ma potevo pensarlo mandandolo in quella direzione. Volevo creare intorno a Mogwli una condizione di protezione e responsabilità perché c’è una linea che separa irrimediabilmente gli animali dagli uomini. La natura è meravigliosa ed eloquente in questo film. Si suggerisce che siano gli animali i creatori della natura, in particolare nella splendida sequenza che non c’era nel film originale in cui Bagheera invita Mogwli a inchinarsi al passaggio degli elefanti che hanno creato la giungla. Questo è un messaggio che pone la natura in una disposizione diversa rispetto al cartone precedente. Questo passaggio è un corteo di dei che hanno creato e tutti si inchinano con rispetto”.

Qualche altra cosa sulla direzione del doppiaggio?

Violante Placido: “Mi hanno suggerito di non trasformare troppo la voce, anche se l’idea di doppiare un cartone mi fa immaginare di volermi trasformare in qualcosa di strano. La lupa rappresenta la mamma, il lato protettivo che ti fa sentire coccolato e al sicuro. Avrei voluto ululare un pochino, poteva essere un’idea farlo con i sottotitoli. Ho avuto un figlio da poco e ho sentito questo rapporto molto vicino. Questi animali sono così umanizzati che ti rapiscono”.

La mamma lupa…è mamma chi cresce il bambino e chi lo partorisce?

Violante Placido: “Questa domanda vuole rispondere a qualcosa di più grande”.

Neri Marcorè: “C’è Adinolfi in linea” (Risate)

Violante Placido: “La mamma è sia chi partorisce che chi cresce, in alcuni casi chi cresce. Comunque, ciò non toglie che chi partorisce è la mamma originaria e la nostra vita inizia dentro la pancia. Sono legata alle origini, poi può essere che nella vita puoi incontrare qualcuno che ti faccia da mamma o papà, ma rispetto tantissimo l’origine di chi partorisce”.

 

 

 

 

 

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1