L’età d’oro – La recensione

Sono passati 13 anni, ma il ricordo di Annabella Miscuglio è ancora vivo tra molti, soprattutto in Emanuela Piovano, che ha scelto Laura Morante per ricordarla nella sua ultima opera cinematografica.

Ma non si tratta di un vero film biografico, ma solo un rimando alla grande cineasta. Infatti la Morante non è Annabella ma Arabella, che ha dedicato tutta la sua vita alla settima arte, in un piccolo ma bellissimo e pittoresco cineclub a Monopoli.

«È una storia dedicata a coloro che hanno resistito in provincia» afferma la regista in conferenza stampa.
«Anche io da giovane andavo ai cineclub, e sulla scelta dei film mi sono sempre fidata dei consigli degli amici» continua l’attrice protagonista riguardo alla sua esperienza su questo tipo di vita cinematografica.

Ma oggi Arabella non c’è più, si capisce fin da subito che la persona con cui parla il figlio Sid non è reale.
Una sorta di situazione “alla Beautiful Mind”, il film vincitore del premio Oscar con protagonista Russell Crowe, solo che stavolta non si tratta di evidenziare la pazzia di un uomo ma solo il suo dolore verso una madre che non è riuscita ad essere perfettamente tale.

Nella Monopoli orfana di lei si affollano tanti (e alcuni anche interessanti) personaggi, interpretati da attori come Gigio Alberti, Gisella Volodi, Stefano Fresi, Pietro De Silva, Giulio Scarpati ed Eugenia Costantini, il che rende il film un po’ più lungo del necessario, rendendolo anche lento per lo spettatore.

Peccato, perché l’idea di base era buona, ma al tempo stesso vi è molto da salvare in questo film della Piovano, che omaggia non solo una grande cineasta e femminista come la Miscuglio ma anche il bel cinema di una volta, rendendo omaggio, nel titolo e all’interno della sceneggiatura, nientemeno che a Bunuel, oltre ad essere d’ispirazione per tutti i cineclub ancora esistenti in Italia, e che soprattutto resistono con le unghie e con i denti ad una triste chiusura per via dell’eccessiva (ma non sempre, va detto) richiesta di Blockbuster.

Presentato al Bari Film Festival, “L’età d’oro” è in sala dal 7 aprile 2016.

Valerio Brandi

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