Kingsman, Colin Firth e le spie di sua maestà

Godibile il movie di azione di Matthew Vaughn, supportato dall’eccellente performance di un impeccabile Colin Firth , poteva essere altrimenti?. Tratto dall’omonima serie di fumetti, il film inizia con una scena da fumetto, in Medio Oriente. La scena di apertura è “ drammaticamente” attuale. Un terrorista viene catturato e durante un interrogatorio, si lascia esplodere, uno dei “Kingsman” , eroicamente, si sacrifica per salvare gli altri del gruppo. E’ Lancelot,  da qui in poi, tutto quello che succederà sarà conseguenza di questo atto da eroe d’altri tempi. Il motto “ Uno per tutti, tutti per uno” sembra ben adattarsi allo spirito e agli ideali del gruppo di spie di Sua Maestà Britannica, ma è un’illusione e lo capiremo al momento dell’addestramento delle reclute, scelte per sostituire proprio Lancelot. Le location si dipanano  tra Londra e gli States, anche se accanto alla capitale britannica a farla da regina è l’Argentina e le sue montagne innevate. La storia è la classica lotta tra il bene e il male. Il bene è interpretato dal gruppo di spie britanniche, la Kingsman appunto, l’organizzazione al soldo di Sua Maestà, il male da un sedicente scienziato, tale Richard Valentine (Samuel L.Jackson), che dice di voler salvare il mondo, attuando una selezione demografica, grazie ad una sim card , che inserita nei telefonini di tutto il mondo, porterà gli esseri umani ad eliminarsi tra loro.

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Naturalmente , qualcuno dovrà sopravvivere, ed ecco allora che Valentine, entra in contatto con personaggi importanti, aristocratici, miliardari, capi di governo, presidenti per convincerli a formare la razza prescelta, un gruppo d’élite, il nucleo germinale di una razza  pura , che potrà godere di tutte le risorse del pianeta Terra, senza pericolo di estinzione, a causa dello sfruttamento dello stesso. Il lieto fine è assicurato, tra effetti spettacolari, fuochi di artifici e tanta azione, mista a risate e battute divertenti, alcune anche sboccate, ma mai scurrili. Il personaggio di Colin Firth, da paladino della giustizia, verrà sacrificato e il suo erede, il giovane Eggsy, figlio dell’agente Lancelot , che gli aveva salvato la vita all’inizio del film, si riscatterà da una vita passata tra teppistelli di periferia e piccola criminalità 129 minuti che scorrono veloci , con una colonna sonora pop da discoteca, su tutte “Slave to Love”.  Il film può essere considerato uno 007 in chiave moderna, molto più vicino ai cinecomics come gli X-Men. Un’opera da cui non dare troppo pretese, ma in cui potrete trovare un pò di action vecchio stile e goderne pienamente.

Valutazione

3,5/5 stelle

Paola Vita

 

 

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1