“INTERSTELLAR” – dallo spazio con amore

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E’ il film del momento, quello di cui tutti parlano, uscito in Italia e negli USA con un giorno di differenza, per evitare download illegali e spoiler vari. Perchè “Interstellar” è il nuovo capolavoro di quel Christopher Nolan, che, dopo i vari “Batman”, “The prestige” e soprattutto “Inception”, è considerato, a ragione, non solo un eccellente regista, sempre visionario e spettacolare, ma anche un autore, che ha ormai carta bianca da parte degli Studios.

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C’è chi grida al capolavoro assoluto, chi lo ritiene una boiata pazzesca, ma come sempre la realtà sta nel mezzo.

Siamo in un futuro prossimo, la terra non ha più risorse, se non l’agricoltura, ma una piaga sotto forma di enormi tempeste di sabbia sta devastando anche il granturco e rimane solo il mais e poco altro. Cooper è un ingegnere ex pilota dell’aeronautica,vedovo con due figli, e vive cercando di trovare un’alternativa per il loro futuro, specialmente per la piccola Murphy con cui ha un legame particolare. Ma per una serie di circostanze che non sveleremo deve partire a bordo di un’astronave con altre tre persone, per trovare un altro pianeta abitabile dalla razza umana, rischiando di non rivedere mai più i suoi cari,anche se promette alla sua bambina,disperata, che tornerà.

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Non riveleremo altro, la spettacolare pellicola va vista e gustata attimo per attimo, anche perchè il tema centrale è proprio questo, l’amore di un padre per una figlia, e viceversa. E nello svolgimento narrativo di questo rapporto, il film di Nolan ricorda di più “L’uomo dei sogni” di Philip Alden Robinson (dove Kevin Costner cerca di far ritornare in qualche modo il padre perduto, in mezzo ai campi di grano) che il “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick con cui molti hanno fatto il paragone. Ma secondo chi scrive la fantascienza è solo un ambiente come un altro (particolarmente congeniale al regista) per trattare temi universali quali appunto l’amore padre/figlio,il futuro del nostro pianeta, ma anche la fisica quantistica e la teoria della relatività. Certo i riferimenti al cult di Kubrick o anche a “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg, e perfino al recentissimo “Gravity” di Cuaron, ci sono, ma sono citazioni, omaggi da parte di Nolan, non certo pretese di copiare simili capolavori. Al regista interessa raccontare una storia e colpire agli occhi e soprattutto al cuore dello spettatore, non certo essere credibile dal punto di vista scientifico o astrofisico, nonostante le dichiarazioni della produzione di aver contattato i migliori specialisti del campo (si chiama “marketing”, per attirare l’attenzione). Ecco perchè chi si aspettava credibilità scientifica nella narrazione degli avvenimenti resterà inevitabilmente deluso. La sceneggiatura è infatti infarcita di “strafalcioni” negli snodi narrativi (perchè,se nello spazio un anno corrisponde a sette anni sulla terra, Michael Caine non è invecchiato quasi per niente? E perchè se Cooper vuole comunicare con la figlia nella libreria virtuale pentadimensionale usa un codice vecchio come l’alfabeto Morse,tramite le lancette dell’orologio? E perchè questo continua a funzionare anche dopo che Murphy è uscita dalla stanza? E potremmo andare avanti….). Mentre invece la spettacolare fotografia, le immagini potentissime, la colonna sonora di Hans Zimmer, sono perfette. Quindi se vi lascerete andare alla semplice visione senza porvi troppe domande, “Interstellar” vi catturerà dalla primissima scena, tenendovi incollati alla poltrona per due ore e quaranta, facendovi emozionare e perfino commuovere in alcune scene (la sequenza della libreria virtuale è bellissima visivamente e anche molto toccante), grazie anche a un cast spettacolare in stato di grazia, su cui , oltre a una brava Anne Hathaway e a un cameo di Matt Damon, svettano i due magnifici Matthew McConaughey e Jessica Chastain nei ruoli principali.

FRANCESCO ARCUDI

 

 

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