Hunger Games – Mockingjay: L’ultimo doppio viaggio di Katniss Everdeen (Recensione)

 

 

La Ghiandaia Imitatrice ha cantato per l’ultima volta negli “Hunger Games“. Il capitolo conclusivo della saga si è abbattuto come un uragano in tutto il mondo con una serie di première mondiali come raramente si era visto in precedenza. La saga tratta dai romanzi di Suzanne Collins ha probabilmente cambiato per sempre la storia di questo filone cinematografico aprendo la strada ad altre saghe come “Divergent”, “The Maze Runner” e “The Giver”. Ne “Il canto della rivolta – Parte 1” abbiamo assistito a un film molto dialogato, con ben poco action rispetto agli episodi passati di “Hunger Games” e il pubblico era rimasto deluso. Quando si tenta di snaturare un testo per allungarlo e ricavarne due parti il risultato non è quasi mai eccellente, come accaduto in passato anche con “Breaking Dawn” e “Harry Potter e i Doni della Morte”.  I fan dei libri rimarranno sicuramente delusi da quest’opera, incapace di sorprendere e regalare visivamente le emozioni  e le scene descritte, ma probabilmente per chi ha seguito soltanto i tre precedenti film sarà un degno epilogo. Jennifer Lawrence è l’eroina, il simbolo della rivolta nei panni di Katniss Everdeen e lo show regge quasi interamente sulla sua capacità di svolgere da centro catalizzatore. Nei precedenti film aveva dei compagni con cui a volte divideva le luci della ribalta, ma in Mockyngjay torna ad essere la vera stella.

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L’unico personaggio femminile in grado di offuscarla in qualche frangente è una sexy Natalie Dormer, mentre sicuramente sottotono le interpretazioni dei due co-protagonisti Liam Hemsworth e Josh Hutcherson. Il primo diventa un vero e proprio portaborse di Katniss, mentre il secondo è poco credibile nei suoi scatti di schizofrenia dovuti alle torture di Capitol City. Un momento di amarcord è stato quando è apparso il compianto Philip Seymour Hoffman, il vero stratega di tutto ciò che accade a Panem, molto più del presidente Snow (Donald Sutherland) e la leader dei ribelli Alma Coin (Julianne Moore). In un susseguirsi di dialoghi e qualche scena di action entriamo all’interno di Capitol City in un grande campo minato in una sorta di ultimo “Hunger Games”, dove però il vincitore è evidente sin da subito e la domanda è solo una: in quanti dovranno morire per porre fine alla partita? La squadra delle stelle con i vincitori delle passate edizioni può contare anche sul belloccio Sam Claflin e servirà la determinazione di tutti per arrivare al centro e scoccare la freccia che salverà Panem. Katniss vive questa doppia storia per salvare la sua gente e trovare se stessa, divisa tra i sentimenti per Gale e Peeta, ma soltanto lei non era in grado di riconoscerli e  man mano diventano sempre più chiari. Una storia nella storia, perché nelle saghe moderne se non c’è un triangolo amoroso non c’è spettacolo per le fan teen.

Katniss tiene sospesi i due in un gioco che potrebbe farla passare per la “cattiva” della situazione, ma in realtà non riesce a comprendere e per questo ritarda di compiere il passo decisivo. Non sappiamo se sia più appassionante vedere come vada a finire delle due storie dato che sembrano scontate, ma il percorso compiuto dall’eroina è  rappresentato meglio per la seconda piuttosto che per la prima. Katniss Everdeen davanti alle difficoltà dimostra come per compiere determinate grandi scelte bisogna trovarsi in pericoli altrettanto grandi. “Hunger Games” a differenza di altre saghe per ragazzi dipinge un mondo dispotico, fantascientifico, ma straordinariamente attuale. La presenza di attori di primissimo piano rende questa saga probabilmente a livello qualitativo la più alta tra quelle degli ultimi anni, anche se il fantomatico regalo promesso dal regista Francis Lawrence sarà un macarons rispetto alla torta che si aspettavano i fan.

La frase del film

“Tu e io facciamo sempre questo: ci aiutiamo a restare vivi, a sopravvivere” 

Thomas Cardinali @Thomascardinali

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1