“HITCHCOCK/TRUFFAUT” – documentario divertente e necessario

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Tutti gli appassionati di cinema, oltre agli addetti ai lavori, sanno che nel 1962 il giovane regista francese François Truffaut convinse Sir Alfred Hitchcock a concedergli un’intervista lunga una settimana sulla sua produzione e sul cinema in generale, da cui venne tratto il famoso libro, un must per tutti gli amanti della settima arte.
Da quel libro e quelle sedute di registrazione, documentate all’epoca da decine di fotografie, il regista Kent Jones ha ora tratto un bellissimo documentario.
Basandosi sull’intervista dell’epoca, il regista ci fa immergere nel mondo di Hitchcock, inframmezzando spezzoni dei suoi capolavori a commenti di grandi registi odierni, tutti ispirati da lui, quali David Fincher, Wes Anderson, Martin Scorsese, Paul Schrader, e altri.

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Possiamo così scoprire nozioni biografiche sul grande maestro inglese, ma anche sul suo intervistatore francese, che all’epoca aveva all’attivo già tre capolavori da regista.
E rivedere assieme a loro e ai commentatori grandi sequenze tratte da “La donna che visse due volte”, “Notorious”, “Nodo alla gola”, “Marnie”, “Gli uccelli”, “L’uomo che sapeva troppo” (prima e seconda versione) e soprattutto “Psycho”. Scoprendo così la complicità/collaborazione del grande Hitch con sua moglie, la sua forma di fissazione quasi feticistica per le attrici bionde (Grace Kelly, Tippy Hedren), ma anche il suo grande senso dell’umorismo e il suo controverso rapporto con i suoi attori – “Non mi interessa che piaccia loro cosa chiedo di fare davanti all’obiettivo, devono farlo e basta”, diceva.

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Un documentario necessario e importante almeno quanto il libro/intervista da cui è tratto (che Truffaut “allungò” di un capitolo nel 1980, dopo la morte di Alfred), e che aiuta a comprendere meglio la cinematografia del maestro della suspense, ma anche degli attuali registi che si sono a lui ispirati, e lascia con il  rimpianto per la perdita prematura del suo “allievo” francese.

FRANCESCO ARCUDI

L\'Autore