…E FUORI NEVICA – divertimento banale ma sicuro

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Enzo Righi (Vincenzo Salemme) è un modesto cantante sulle navi da crociera, perennemente indebitato a causa della sua passione per le corse dei cavalli. L’improvvisa morte della mamma lo costringe a rientrare a Napoli, nella casa natale da cui è scappato da trent’anni, dove vivono i fratelli Stefano (il sempre bravo Carlo Buccirosso) e il disabile Cico (uno straordinario Nando Paone). La clausola testamentaria per poter mantenere la proprietà della sua parte del bell’appartamento della mamma è che i tre figli restino ad abitarci insieme. La forzata convivenza scatenerà una serie di situazioni paradossali e al limite del surreale, che porteranno però i tre fratelli a conoscersi ed apprezzarsi meglio, appianando i vecchi rancori,e se possibile, diventando persone migliori.

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Salemme è certamente uno degli attori di stampo teatrale di maggiori capacità oggi in Italia, ha debuttato giovanissimo nella “scuola” di Eduardo De Filippo e si vede. Come interprete le sue capacità non si discutono, e anche come autore conosce il suo mestiere (il soggetto del film è nato da un’idea dio Enzo Iacchetti), le gag non mancano e il divertimento è assicurato, soprattutto grazie al personaggio di Nando Paone e alla sua bravura (la scena della “pizzeria” è assolutamente esilarante!). Però le situazioni sono al limite del paradossale e alcuni personaggi appena abbozzati e inutili, (la bella Margaret Madè, vicina di casa non vedente, è sottoutilizzata). E parecchio inutili sono anche le amichevoli partecipazioni di Giorgio Panariello, Paola Quattrini e l’amico di sempre Maurizio Casagrande. Inoltre alcuni temi importanti come l’eutanasia, che negli anni ’90 quando la commedia fu portata in scena era molto più attuale, sono solo sfiorati.
Ma il difetto peggiore della pellicola è che quello che manca a Salemme è la mano registica,dal punto di vista cinematografico. Anche questa nuova commedia non smentisce questa affermazione, si evince subito che a teatro avrebbe una valenza diversa, anche se qualche movimento di macchina, l’uso del grandangolo e alcune idee registiche fanno ben sperare.
In ogni caso, se vi piace il genere e la “napoletanità”, il divertimento e le risate sono assicurate.

FRANCESCO ARCUDI

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