Fuori dal coro- da Hollywood alla Sicilia

Un made in sud diverso dal solito,un mix tra drammaticità e commedia, questa opera prima di Sergio Misuraca, siciliano doc,  che con un passato da chef è riuscito a coronare il suo sogno, realizzando un film tutto suo. Nel ’94 arriva negli Stati Uniti all’età di 21 anni con il desiderio di entrare a Hollywood e fare carriera nel mondo del cinema. Fan sfegatato di De Niro, Sergio ha l’occasione di lavorare in uno dei ristoranti più famosi e conosciuti, “Ago”  di proprietà dei grandi divi di Hollywood, tra cui il suo grande idolo; ma senza abbandonare mai il suo vero obiettivo. “Così ho l’occasione di vederlo tutte le volte che viene al suo ristorante a mangiare i spaghetti aglio e olio, che mi chiede di cucinargli. Più volte sono stato tentato di avvicinarmi a lui e di raccontargli la mia idea, di voler girare un film magari con lui tra i protagonisti,  ma la mia scarsa padronanza dell’inglese e il fatto di non avere un copione completo, mi bloccavano.” Costretto a lasciare l’America, per via dei documenti scaduti, torna in Italia nel suo paese natio, Terrasini, aprendo un attività tutta sua, un ristorante messicano. Ma il vero obiettivo rimane sempre il cinema, continuando imperterrito a scrivere per concludere il copione. Trovati i fondi necessari, riesce a portare a termine l’opera, e  dopo aver realizzato 5 cortometraggi, ecco arrivare il primo lungometraggio tanto atteso: “Fuori dal coro”.

Terra desolata e arida è la Sicilia, dove i giovani difficilmente riescono a costruirsi un futuro. Dario e Nicola non avendo un lavoro, passano le loro giornate arrangiandosi qua e là. Amano la loro terra e non hanno nessuna intenzione ad andare via. Dario neo laureato, si presta a fare un favore per il “Professore”, personaggio influente nel suo paese, in cambio di una raccomandazione per un colloquio. La cosa da fare è semplice: consegnare una busta con dei documenti a Roma. Data la preziosità del contenuto, per non rischiare Dario chiede al suo amico Nicola, tappezziere, di nasconderla nel sedile dell’auto. Una volta arrivato nella capitale, si incontra con la persona che avrebbe dovuto fare da tramite allo scambio, che altro non è che lo zio Tony, con il quale non parla da diversi anni. Ma i due sono costretti a mettere da parte le divergenze, per collaborare insieme e consegnare al diretto interessato la busta allo slavo Pancev, persona inaffidabile, pronto a fare a pezzi chiunque per un semplice capriccio. I due devono stare molto attenti a non sbagliare con lui, ma proprio nel momento della consegna, la busta sembra essere sparita. Per salvare la pelle, devono sistemare le cose e portare a termine la loro missione.

Il film girato a Terrasini ( provincia di Palermo), ricorda in alcune scene, i film dei grandi maestri americani (i boss, sparatorie, giri loschi) ma anche un cinema del genere italiano degli anni 70. Chissà se il nostro regista riuscirà a realizzare il suo desiderio: riuscire a far vedere il suo film al grande De Niro…

Valutazione:5

Ambra Azzoli

L\'Autore Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!