Francofonia una sinfonia per gli occhi dal maestro Sokurov

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Francofonia

Presentato alla 72esima mostra di Venezia, Francofonia è l’ultima opera del  maestro russo autore di tanti capolavori prosegue il suo sguardo personale nei musei del mondo e dopo l’Hermitage per Arca Russa questa volta è stato il Louvre ad accoglierlo. Francofonia parte dalla storia personale di due uomini il direttore del museo del Louvre Jacques Jaujard e l’ufficiale nazista che durante l’occupazione nella seconda guerra mondiale deve curare il patrimonio artistico francese Franziskus Wolf-Metternich.

Nel 1938 a causa della minaccia innescata da una possibile invasione tedesca le collezioni di opere d’arte del Louvre vengono imballate e spedite nel castello di Chambord nella Loira su ordine del suo direttore  Jacque Jaujard. Nel 1939 altri castelli sparsi diventano depositi di sicurezza per le opere d’arte, mentre vengono prese misure di sicurezza per proteggere il Louvre dai possibili bombardamenti. Contemporaneamente in Germania il curatore della renania Franziskus Wolf-Metternich riceve analogo incarico di proteggere le opere d’arte. Dopo le terribili esperienze della prima guerra mondiale dove molte opere d’arte erano andate irrimediabilmente perdute, e tante opere tedesche oltremodo giacciono nei musei francesi  dai tempi delle guerre napoleoniche. All’atto dell’invasione e dell’occupazione di due protagonisti della storia si incontrano e da nemici diventeranno due collaboratori che impediranno che il patrimonio museale del Louvre, in particolare i quadri, finiscano nelle mani di  Adolf Hitler e altri gerarchi nazisti. Il maestro Alexander Sukorov parte da questi due personaggi per arrivare, attraverso filmati d’epoca e audaci ricostruzioni, all’interno del museo rendendo omaggio a due personaggi che hanno contribuito a salvare la storia d’Europa. L’intreccio è costruito come uno splendido collage di metafore: all’inizio una nave in tempesta rischia di perdere il suo carico di opere d’arte, con La Zattera della medusa, i ritratti di Napoleone e lo spettatore viene accompagnato   all’interno del museo, ma senza intenti didascalici e i limiti narrativi dei classici documentari. La parola stessa Francofonia scelta per il titolo rappresenta bene il suono di una sinfonia mista tedesca e francese, che accompagnerà le immagini all’interno di un’opera cinematografica. Per Sokurov, come lui stesso dichiara, i film sono delle lezioni da cui lui come un qualsiasi scolaro apprende. Sostiene esami in attesa di un risultato finale che non sa quando arriverà, ma c’è la certezza che sarà conseguito.  Realizzato grazie ad una produzione franco-tedesca questo film, come i quadri nei musei, è stato realizzato per ricordare a tutti, europei in particolare, il ì retaggio lasciatoci dalla storia attraverso i volti e i colori della pittura, attraverso gli sguardi delle opere d’arte che ti attraversano come dei raggi x. La storia non si può separare dall’arte, il cinema come settima arte deve svolgere la sua funzione di portare la sua esperienza visiva a tutti gli spettatori per renderli partecipi e fruitori dei capolavori creati da loro antenati e messi allo stesso tempo in salvo grazie alla opera  di due uomini disposti a rischiare a tutto, e nella follia iconclasta dell’IS nel medio oriente che ha visto il direttore del museo di Palmira perdere la vita pur di difendere quello che è un patrimonio dell’umanità la lezione di cinema del maestro russo diventa ancora più importante e signficativa.

 

di Roberto Leofrigio

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.