Festival di Roma – Il pubblico incorona i bambini di “Trash”, tutti i premi e le dichiarazioni. Abete attacca, Muller saluta la Capitale

Il Festival Internazionale del film di Roma è giunto alla conclusione. L’Auditorium Parco della Musica ha fatto come ogni anno da cornice alla kermesse dedicata alla settima arte, dove la novità maggiore è stata l’introduzione di una giuria popolare tramite voto elettronico. Durante la cerimonia sono arrivate le dichiarazioni shock del presidente Abete contro chi ha attaccato duramente il Festival “La gente dedica gli scritti a vedere alimentare le polemiche, non ad aiutare “, mentre in giornata in conferenza stampa era arrivato un commiato molto freddo di Marco Muller, che ha annunciato il proprio addio attaccando la carta stampata e elogiando web e televisioni. La serata di gala di sabato ha premiato otto premi, di cui proprio i principali cinque scelti dagli spettatori. Il premio Miglior Documentario italiano è andato al “Largo Baracche” di Gaetano Di Vaio, fotografia sulla vita di sette ragazzi dei Quartieri Spagnoli di Napoli. La stessa giuria ha voluto sentenziare una menzione speciale per Last Summer “Per la capacità di perlustrare l’anima dei personaggi con uno sguardo puro”.

PREMI CAMERA D’ORO TAODUE A “X+Y” E ALL’ “ESCOBAR – PARADISE LOST” DI  UN COMMOSSO ANDREA DI STEFANO

La giuria Taodue ha assegnato due premi Camera d’Oro per la miglior Opera Prima. Il primo è andato al film a “X+ Y” di Morgan Matthews, che parla di come il prodigio della matematica Nathan si innamori della rivale cinese avvicinandosi per la prima volta al mondo dei sentimenti. Applaudissimo il secondo premio assegnato ad Andrea Di Stefano per il suo “Escobar – Paradise Lost”, una bella opera prima per parlare del re del narcotraffico colombiano Pablo Escobar con un cast eccezionale comprendente il premio Oscar Benicio del Toro e la star di “Hunger Games” Josh Hutcherson. La motivazione al film sul Robin Hood del sud america è “Per aver dimostrato originalità e coraggio con una grande macchina produttiva. Mantiene tutta l’energia sui dettagli umani più sorprendenti”.

Ecco le dichiarazioni del regista, che ha potuto contare su una produzione e un cast internazionale per un’opera prima di livello assoluto: “Per fare il film ho messo 5 anni della mia vita, non so se mia moglie piange per il premio o per l’incubo che ne potrei fare un altro (risate). Non avrei potuto fare questo film senza la mia equipe, una squadra straordinaria. Vorrei ringraziare i miei genitori, io sono di Roma e vederli qui è bellissimo visto che sono di Roma. Vorrei dire che mi ha fatto molto piacere leggere le critiche italiane, sentivo dire che il film aveva qualità non italiane. Sono autodidatta ed ho imparato dai registi italiani, da Biasetti a Sorrentino. Sono profondamente italiano, vorrei ringraziare la giuria e Marco Muller che si è battuto per averci qui”.

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MIGLIOR DOCUMENTARIO ITALIANO LA FOTOGRAFIA TRAGICA SULL’ERITREA

Il primo premiato del pubblico è il Miglior Documentario italiano, che ha visto il trionfo di “Looking for Kadija” di Francesco Raganato davanti al più quotato “Roma – Termini”. Il documentario girato in Eritrea ha il compito di ritrovare Kadija, la 16 enne che ha avuto una storia d’amore con l’aristocratico piemontese Amedeo Guillet. La fotografia di un paese stupendo e martoriato dalla sofferenza, il premio è stato consegnato da Vincenzo Marra.

Ecco le dichiarazioni del regista: “Il nostro film annusa l’escomatage di entrare in un paese chiuso come l’Eritrea attraverso il Cinema. I documentari sono speciali, mentre nei film le storie finiscono in questi le storie continuano. Speriamo di fare ancora tante storie”.

 

GLI STUDENTI LOW COST DI JOHNSON CONQUISTANO NELLA CATEGORIA FILM ITALIANO

Roan Johnson sbanca il premio Miglior Film italiano voto del pubblico con la commedia “Fino a qui tutto bene”. La storia racconta la vicenda di alcuni studenti che stanno per abbandonare l’appartamento condiviso durante gli studi. L’opera del regista italo-inglese ha sbaragliato la concorrenza delle altre i in concorso, sopratto di “Last Summer” e “Index Zero”, facendo registrare il Sold Out. Il premio è stato consegnato da Sidney Sibilia, regista rivelazione con “Smetto Quando Voglio” e da Luigi Abete, presidente della BNL.

Queste le dichiarazioni dell’emozionato regista: “Quando io e Ottavia, che in quel periodo era incinta, abbiamo intervistato studenti e studentesse per raccontarci la bolla temporale prima della vita adulta. Non volevano arrendersi e puntare più in alto. Questo film è piaciuto grazie a quello che ci hanno trasmesso questi attori”.

Il presidente del main sponsor del Festival ha rilasciato dichiarazioni al veleno su chi attacca a testa bassa la kermesse: “Vedo la gente che cerca di buttare giù il cinema italiano. La gente dedica gli scritti a vedere alimentare le polemiche, non ad aiutare il Festival. Finisce il nono ed inizia il decimo, se deve migliorare BNL sarà al fianco del Festival. Se tutti fanno a gara all’ultimo minuto e all’ultima critica per dire quello che non va allora no. Sono contento che il pubblico ha scelto questo film, ha sempre ragione e sono felice che sia stato scelto da giurie popolari. Un bel festival è una grande festa, non è proprietà di nessuno”.

 

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SORPRESA DALL’ORIENTE, L’INDIA CONQUISTA UN PREMIO INSPERATO CON “HAIDER”

Haider” di Vishal Bhardwaj di 162′ è molto più convenzionale per un Festival, che per un Festaval come è stata ribattezzata la kermesse romana. Il regista indiano riesce a conquistare il pubblico italiano in modo assolutamente sorprendente, strappando il riconoscimento a film nettamente più accreditati come “Stonehearts Asylium” di Brad Anderson e “Tusk“, un divertente trash targato Kevin Smith.  Il lungometraggio è un rifacimento in chiave indie del famoso “Amleto” di William Shakespeare, con una buona regia e un cast stellare di attori bollywoodiani quali Shahid Kapoor, vincitore ai Filmfare Awards, i premi più importanti assegnati dal cinema indiano, e Tabu.

La grande star di Bollywood ha dichiarato: “Sono veramente commosso, il primo ringraziamento va a William Shakespeare. Senza Amleto non avrei potuto fare il mio film. Ringrazio Marco che ha guardato lontano al mio film e ringrazio il mio cast. Sono orgoglioso di essere un indiano e di fare parte di una grande democrazia”.

Fino_a_qui_tutto_bene

 

INCREDIBILE NELLA CATEGORIA CINEMA D’OGGI, LA CINA MANDA A CASA GERE E “I MILIONARI”

La categoria Cinema d’oggi era probabilmente la più scontata per quanto riguarda il voto del pubblico, con i supporter nostrani a spingere I Milionari” di Alessandro Piva e gli internazionali, ma anche una buona fetta di italici, per il toccante “Time out of mind” del gentiluomo Richard Gere, ma ha regalato un incredibile colpo di scena. La spiegazione per la vittoria di 12 Citizens”, opera di  Xu Ang, oltre che per la bella trama con un  figlio processato da studenti di giurisprudenza per aver massacrato il padre biologico, sta nella grandissima partecipazione della folta comunità cinese di Roma.

Il regista presente in sala ha ringraziato il Festival: “La prima volta che sono venuto a Roma è stato per uno spettacolo di Teatro, ed era proprio qui. Fu nel 2008, ringrazio il pubblico di allora e il pubblico di oggi. Amo molto anche io William Shakespeare. Grazie al Festival di Roma per questo onore che ci incoraggia a fare il secondo e il terzo film, era il mio sogno da bambino”.

Haider

TRASH SBANCA IL FESTIVAL, GONE GIRL E STILL ALICE I GRANDI DELUSI

Il premio più atteso in assoluto era quello della categoria Gala, dove c’erano sicuramente i titoli più interessanti. Alla vigilia si pensava potesse vincere la love-comedy per adolescenti “Love, Rosie”, con gli adolescenti in coda sul red carpet dalla mezzanotte per Sam Claflin e Lily Collins nella giornata di domenica, oppure la commovente storia “Still Alice” sulla malattia alzaimer, con una fantastica e sicuramente da premio Oscar Julianne Moore. Il vero capolavoro di questo festival è stato “Gone Girl”, il thriller di David Fincher sempre sold out e in grado di tenere lo spettatore incollato allo schermo, con Ben Affleck e Rosamund Pike come protagonisti. La giuria popolare ha tirato fuori l’outsider “Trash“, bel film dell’americano Stephen Daldry con tre splendidi bambini delle favelas brasiliane come protagonisti e la sempre sexy Rooney Mara come loro maestra. La storia di come il portafoglio trovato in una discarica abbia cambiato le loro vite appassionerà il pubblico italiano e arriverà nelle sale distribuito dalla Universal.

Ecco le parole del regista, visibilmente compiaciuto ed emozionato per questo premio: “I film si fanno per una serie di motivi, in questo caso è stato lo straordinario produttore che mi ha permesso di fare il film. Ringrazio Marco e il Festival per questa stroardinaria settimana, ringrazio la Universal. Questo è un omaggio a tre protagonisti che ora sono a Rio, so che stanno festeggiando e ci seguono. Le loro vite si sono trasformate, ma anche le nostre. E’ un film che vuole rendere omaggio al Brasile”.

 

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1