FESTIVAL DI ROMA “Her”, la malinconia dell’amore senza confini

Her di Spike Jonze

Her di Spike Jonze

In una Los Angeles di un futuro non troppo lontano il candidato al premio Oscar Spike Jonze ambienta una storia che solamente una mente geniale avrebbe potuto partorire. Il cast del film è stellare con i candidati all’Oscar Joaquin Phoenix, sublime nell’interpretazione del protagonista Theodore, Amy Adams,  nel ruolo dell’omonima Amy,  da Rooney Mara, l’ex moglie Catherine, e da Olivia Wilde, la sexy ragazza dell’appuntamento al buio. Un capitolo a parte lo merita la bellissima Scarlett Johansson, chiamata a doppiare nella versione originale il ruolo del sistema operativo OS Samantha. La sua voce inconfondibile e sexy è perfetta in questo ruolo da comprotagonista, anche se non compare fisicamente in nessuna scena della pellicola.

Il cast tecnico è di pari livello con quello artistico. Il film riunisce i collaboratori storici di Spike Jonze: lo scenografo K.K Barrett, il montatore Eric Zumbrunnen e il costumista Casey Storm. Oltre a loro troviamo anche il direttore della fotografia Hoyte Van Hoytema e il montatore Jeff Buchanan. La musica è affidata agli Arcade Fure, con alcuni brani di Owen Pallett.

Il lavoro di Theodore è quello di scrivere delle lettere al posto di altre persone, e nel suo ruolo è il migliore. Questo perché non è una persona come tutte le altre. La sensibilità, che l’attore riesce a trasmettere entrando in simbiosi col protagonista, è la caratteristica più importante e la sua occupazione lo ha aiutato nel svilupparla pienamente. L’intreccio scelto dal regista è composto all’inizio da scene molto lente, che trasmettono la malinconia che vive Theodore nel vedere la sua vita scomparire a causa del divorzio. Crescere con una persona, vivere ogni esperienza insieme, conoscerla completamente e affidarsi totalmente a lei lo ha portato a perdere ogni certezza dell’esistenza. Il messaggio umano è che a volte bastano futili motivi per distruggere anche il castello più impenetrabile delle certezze. E’ in questi momenti che invece di affrontare le difficoltà ci rifugiamo in una certezza assoluta, come Theodore che si confida diventando intimo con il sistema operativo Samantha, arrivando addirittura ad innamorarsi di lei. Rivedere l’ex moglie Catherine gli crea dolore, e l’accusa rivoltatagli contro da quest’ultima di non saper vivere una vita di affetti veri lo sconvolge. Los Angeles è una buona ambientazione perché ci porta a vivere la vita del protagonista dagli uffici tra i grattacieli alle spiagge soleggiate, come se nella pellicola  dovessimo osservare la sua vita in ogni scenario del nostro mondo. Anche la situazione dell’amica e confidente Amy porterà Theodore  a riflessioni importanti sul proprio io che lo porteranno a crescere e maturare.

Accettare una vita falsa senza affrontarla pur di trovare gioia è il suo più grande errore, ma c’è la speranza che la maturazione sia compiuta grazie all’accettazione di un dolore insopportabile. Gli scenari del destino di Theodore sono ancora tutti da scrivere, magari con una nuova delle sue meravigliose lettere.

Il tentativo di Spike Jonze di spiegare l’amore è stato coraggioso e può dirsi  riuscito. La storia è bella e molto originale, con quei passaggi d’ironia capaci di spezzare la malinconia scelti in modo ottimale. Questa pellicola invita a guardare avanti e a continuare la storia della vita senza pensare al passato, al massimo a riprenderlo scrivendolo in modo differente, perché il destino è quello che ci costruiamo noi attraverso la comprensione dei nostri errori. Il lungo e scrosciante applauso al termine della proiezione conferma la grande qualità di questo film, secondo grande candidato al Marco Aurelio d’Oro dopo il Dallas Buyers Club di ieri, e forse proprio per questo motivo è sbarcata nella Città Eterna la bionda Scarlett Johansson per spingerlo alla vittoria. Consigliata assolutamente la visione a tutte le varie categorie di spettatori.

A cura di Thomas Cardinali

Twitter @Thomascardinali

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1