FESTIVAL DI ROMA “Gods Behaving Badly” un inutile divertissement

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Fuori concorso all’ottavo Festival Internazionale del Cinema di Roma, “Gods Behaving Badly” di Marc Turtletaub, già produttore di film indipendenti di successo come “Little miss sunshine”.

 

Va subito detto che alla sua opera prima come regista, Turtletaub fallisce immediatamente, nonostante la pellicola scorra via leggera e fresca come un sorso d’acqua ma appunto,come l’acqua, totalmente insapore.

 

La storia è presto detta: gli dei dell’Olimpo , ai giorni nostri, vivono a New York, in mezzo ai comuni mortali, molto più deboli e infallibili di prima, quasi umanizzati, come noi tutti con tanti difetti. Una coppia di innamorati, che però non si decide a dichiararsi, resterà invischiata nei dispetti di questi dei capricciosi, ma riuscirà alla fine a far capire agli dei stessi quale sia tutt’oggi il loro compito e agli umani l’importanza degli dei nella loro vita.

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Nonostante un cast di primo livello che però sembra lavorare con il pilota automatico , il film scorre veloce senza coinvolgere. Tra i pochi da ricordare Sharon Stone è la bellissima Afrodite, Oliver Platt suo marito Apollo che scatena il putiferio, Christopher Walken uno Zeus svogliato e invecchiato. L’unico che si salva è John Turturro nel ruolo di Ade, dio dell’oltretomba, che riesce a non rendere caricaturale un ruolo già di per sé sopra le righe. I migliori sono i due innamorati, una ritrovata Alicia Silverstone nel ruolo di Kate e un bravo Ebon Moss-Bachrach nella parte del suo partner Neil.

 

Il titolo della pellicola, letteralmente “Gli dei si comportano male”, è stato tradotto alla proiezione per la stampa in “Capricci divini”, ma a chi scrive sembra che l’unico capriccio sia stato quello del regista a voler intraprendere un progetto dalla morale scontata, banale e confusa (gli dei non ci aiutano più perchè noi non abbiamo più fede in loro?) che sembra più che altro un’occasione sprecata.

 

A cura di Francesco Arcudi

 

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