Experimenter, le marionette dell’umanità.

 

 

 

               Experimenter

“Forse siamo delle marionette – delle marionette controllate dai vincoli della società. Ma almeno siamo marionette dotate di percezione, di consapevolezza. E forse la nostra consapevolezza è il primo passo verso la nostra liberazione.” Stanley Milgram

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L’esperimento, o forse sarebbe meglio intitolare il film la vera  storia di Stanley Milgram lo psicologo sociale che nel 1961 condusse una serie di esperimenti  il cui obiettivo era lo studio del comportamento di soggetti ai quali un’autorità, nel suo caso specifico uno scienziato, ordinava di eseguire delle azioni in conflitto con i valori etici e morali dei soggetti stessi. L’esperimento nella sua semplicità presentava una macchina che progressivamente forniva una serie di scosse elettrice di maggiore intensità ad un soggetto che doveva rispondere ad un test di risposte somministrato da un’altro soggetto nascosti da una parete con un vetro a specchio. Ad ogni risposta negativa seguendo le indicazioni dello sperimentatore i volontari, che erano stati  reclutati tramite annuncio sul giornale, conducevano l’esperimento somministrando la scossa elettrica di volta in volta di maggior intensità nel caso di risposta negative. In realtà  il soggetto che doveva rispondere al test era un complice del team di ricercatori  che dall’altra parte del vetro  rispondeva con una serie di “ouch”,  urla, fino a chiedere di smettere perchè cardiopatico senza in realtà ricevere alcuna scossa. Nel corso della sperimentazione oltre il 65% dei volontari reclutati  condussero fino alla fine la sequenza di domande fino ad arrivare alla scala più alta di dosi di elettricità somministrate. Questa vera e propria rivoluzione nella sperimentazione

è arrivata dimostrare che l’obbedienza dipende anche dalla ridefinizione del significato della situazione, in parole povere lo stato d’agente in cui un individuo percepisce se stesso solo agente della volontà di qualcun altro portandolo di conseguenza a compiere un’atto per il quale è contrario anche alle sue convinzioni, che non gli fa percepire la responsabilità delle azioni che commette come la propria.Sasha-Stanley1

Parte da qui il nuovo film  diretto da Michael Almereyda, che sicuramente è destinato a diventare il più proiettato nella facoltà universitarie di comunicazione e psicologia. Peter Sarsgaard interpreta il ruolo di Milgram, in quello che potrebbe sembrare quasi una biopic del grande psicologo, ma con trovate a dir poco geniali nella sua realizzazione. Sostenuto da un robusto cast dove troviamo Wynona Rider nei panni della moglie Sasha che sarà vicina all’uomo che verrà in seguito criticato per aver messo in discussione il nostro “benessere”.  Ma tutto quello che scorre nella pellicola è non solo la storia e le teorie di Milgram, ma come noi esseri umani riusciamo a perpetrare determinati atti. Milgram ebreo era partito dalla sua ricerca proprio perchè spinto dall’olocausto del popolo ebraico in europa, e la sua ricerca inizia in parallelo al processo al criminale nazista Adolf Eichmann a Gerusalemme nel 1961, che Hanna Arendt riporterà fedelmente nel suo libro La banalità del male. Eichmann si difese fino alla fine senza  negare i fatti, ma semplicemente cercando di dimostrare che eseguiva degli ordini, verrà poi condannato a morte per impiccagione. Nel corso della pellicola lo spettatore non solo verrà portato al centro degli esperimenti, ma con la tecnica di rivolgersi direttamente agli spettatori Milgram/Sarsgaard ci porta all’interno della sua ricerca e del suo mondo permettendoanche lo spettatore più sprovveduto di avvalersi degli strumenti di  ricerca di uno psicologo sociale, con  il risultato che sicuramente stimolerà tutti nell’approfondire l’argomento e il tutto in soli 90 minuti condensando una vita di ricerche ed esperimenti senza mai annoiare.Sarsgaard-Stanley Milgram2

Le ricerche di Milgram oltre ad essere state confermate e replicate nel corso degli anni, tanto che recentemente un programma francese  di grande successo ne ha fatto uno show Zone Xtreme replicando l’esperimento con le scosse elettriche, e anche Eli Roth nel documentario di Discovery Channel How Evil Are You (tradotto in Quanto sei cattivo) ha replicato l’esperimento di Milgram ottenendo gli stessi risultati in percentuale.

Se Stanley Milgram ha dimostrato in un certo modo come sia stato possibile lo sterminio nazista, successivamente alla sua morte (1984) nulla è cambiato , prova ne sia le torture del carcere di Abu Grahib in Iraq nel 2005 ricordate in un altro film presente alla Festa del cinema di Roma Truth di James Vanderbilt.  Il è film uscito da poco negli USA e qui da noi è ancora in cerca di una distribuzione, ma per una pellicola che spiega le nostre debolezze umane e dimostra come tutti possiamo diventare dei torturatori, personalmente ritengo che andrebbe proiettato ovunque, luogo,  scuola di ogni paese di questo piccolo pianeta. Sinceramente ritengo Stanley Milgram uno dei più grandi scienziati al pari Albert Einstein e del leggendario Freud che dimostrò molte cose sull’amore, ma nulla sul nostro lato oscuro di esseri umani, capaci di imprese nobilissime e al tempo stesso di compiere efferati massacrati perchè qualcuno glielo ha ordinato .

di Roberto Leofrigio

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.