La corrispondenza, una strepitosa Olga Kurylenko per Tornatore

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Giuseppe Tornatore dopo il successo de La migliore offerta torna con un cast sempre straniero e un film girato in lingua inglese (doppiato non proprio al meglio questa volta) con protagonista Olga Kurylenko e Jeremy Irons. Troviamo l’ex bond girl nei panni di una giovane studentessa universitaria di astrofisica Amy Ryan (ormai fuori corso) che lavora come controfigura per la televisione e il cinema, in scene d’azione e acrobazie che è rimasta conquistata da uno dei suoi professori l’affascinante Ed Phoreum (Jeremy Irons) con il quale intreccia ormai da anni una complicata relazione fatta solo di pochi momenti insieme, a causa dei suoi impegni lavorativi come importante astrofisico e la sua famiglia con moglie e  figli. Nella pellicola comprendiamo subito che la storia di Amy è destinata a durare solo per quei pochi frammenti di incontri possibili ritagliati nel tempo,  ma aiutata da una continua corrispondenza fatta di videochat, sms, what’s up e tutti gli ultimi ritrovati tecnologici. Parte proprio da qui la riflessione del regista sul fatto di poter comunicare per due amanti sempre in ogni luogo seppure lontani, intrecciandosi con la materia studiata da Amy e insegnata dal professore l’astrofisica che ci porta nel mondo di stelle lontane delle quali percepiamo la luce, ma che in realtà molte sono già morte a causa della infinita distanza. Da qui si dipana una trama anche misteriosa del rapporto a distanza tra i due amanti che porterà la protagonista a risolvere i suo conflitti familiari e non solo. La scelta di Tornatore, come da lui stesso dichiarato era di portare una storia che venti anni fa poteva essere quasi fantascienza, ma ormai accade tutti i giorni, e sicuramente il coinvolgimento maggiore per lo spettatore toccherà proprio a quelli che hanno avuto o stanno vivendo una complicata relazione ormai scandita dai nuovi media, che permettono di tenere accesa la fiamma della passione anche a distanza di mesi o di anni.
Senza svelare nulla su un colpo di scena per una storia girata con maestria e accompagnata dalla musica del maestro Morricone, il regista ci porta a vivere la storia di Amy che deve risolvere  un conflitto con la madre mai risolto, dovuto ad un grave incidente che l’ha privata del padre e che in un certo senso lei ritrova nel professore Phoreum che l’aiuterà. Dal punto di vista cinematografico assistiamo ad una performance della Kurylenko che di solito per chi ha interpretato la Bond Girl raramente ritroviamo (ma dobbiamo ammettere che l’era Craig ormai ci ha consegnato Bond Girl Attrici) , ma la maturità artistica raggiunta dall’attrice di origine ucraina le permette di reggere per quasi due ore l’intero film sulle sue spalle aiutato solo fugacemente e a distanza dal professore Irons. Per la sceneggiatura molti hanno fatto notare come l’idea di base  non  sia troppo originale, visto che già in P.S. I love you diretto da Richard LaGravenese   tratto dal romanzo omonimo di Cecelia Ahern ritroviamo alcune idee, ma in realtà Tornatore non nega di aver avuto nel cassetto questa idea ben prima dell’uscita del film o del romanzo e in un certo senso va riconosciuta la sua originalità in un mondo sempre più globale dove spesso le idee viaggiano ormai con un bagaglio culturale comune. Sotto l’aspetto critico probabilmente molti si aspettavano dal  regista una storia differente alla luce del suo film precedente, anche se in realtà parliamo sempre di una storia d’amore  che non solo la è colonna portante del cinema, ma delle vite di tutte  di noi nel bene o nel male.  Ma ritengo che il film sarà percepito  in modo diverso a seconda dell’età e della storia vissuta di ciascun spettatore, che magari nel buio della sala si ritroverà, contravvenendo alle buona educazione, a sbirciare il suo smarthphone in attesa del messaggio della sua amata  o del suo amato come capita alla protagonista del film.
di Roberto Leofrigio
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L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.