Breaking Bad – 5×16 Felina – LA RECENSIONE

 

– Questa recensione contiene spoiler! –

9 Novembre 2013. Questa è la data della messa in onda italiana di “Felina”, ultima puntata della serie tv “Breaking Bad”. Dopo 5 stagioni, il fortunato serial di Vince Gilligan chiude i battenti.  A sei anni di distanza dal You know the business and I know the chemistry ,tutto trova la propria quadratura del cerchio. Come la natura trasformista degli elementi chimici destabilizza e altera la materia, così gli avvenimenti di “Breaking Bad” hanno mutato negli anni i caratteri psicofisici dei personaggi . In “Felina” (anagramma di Finale) il character Walter White giunge al termine del proprio percorso, affrontando una realtà che è diretta conseguenza delle passate  scelte sbagliate. Abbandonate le gelide ambientazioni di “Granite State”, il finale della serie si concentra sul proprio protagonista, intento a congedarsi dai mondo dei vivi, dai suoi familiari e più in generale dal suo pubblico. Tutte le altre figure del serial compiono in questo episodio conclusivo una mera apparizione, lasciando completamente la scena al signor White. La sceneggiatura della puntata si  suddivide in tre blocchi. Nel primo Walter si preoccupa di riuscire a far arrivare i propri soldi  alla famiglia. Per far ciò si serve di Gretchen e Elliott. I due che per una vita hanno commiserato e vissuto sui meriti del nostro protagonista, sono ora costretti a temerlo. Heisenberg li sottomette con l’astuzia alla propria volontà,  rovesciando anni di umiliazioni e complessi di inferiorità. Il secondo blocco tratta l’addio di Walter ai propri cari. I did it for me. I liked it. I was good at it.”. Il protagonista nel suo ultimo saluto a Skyler ammette la natura egoistica delle proprie azioni. Non ha cucinato per portare un guadagno alla propria famiglia. L’ha fatto essenzialmente perché ne era capace e per quel rispetto che in anni di onestà non ha mai avuto. Dolce e allo stesso tempo malinconica la scena in cui Walter passa le proprie mani tra i capelli della bambina per l’ultima volta. In quel gesto c’è tutto l’amore non solo per i propri figli , ma anche per  Skyler, la donna che mai ha smesso di amare. L’addio a Walter Jr avviene da lontano, nascosto alla vista del ragazzo.  Il Why don’t you just die? della scorsa puntata ancora rimbomba forte nelle orecchie e nel cuore del signor White.  Nel blocco finale l’azione torna prepotentemente in scena. Un Walter stanco e ormai segnato dalla malattia ci regala un’ultima prova d’ingegno per eliminare il gruppo nazi. In una sparatoria chiaramente ispirata al primo Django made in Italy, il protagonista ha la meglio non solo sui villiains, ma anche sul suo orgoglio. Di fronte a un Jesse  esposto ai colpi mortali della mitragliatrice, si getta su di esso ,sacrificandosi e ammettendo cosi quell’ amore paterno che ha covato per il ragazzo in tutti questi anni. Il personaggio interpretato da Aaron Paul, rifiutandosi di uccidere Walter (su richiesta dello stesso), spezza finalmente le catene, divenendo per la prima volta il vero artefice del proprio destino. In un ultimo sguardo  di intesa tra allievo e maestro, c’è tutta la difficoltà di un rapporto che ha vissuto negli anni tra alti e bassi. Ora è la volontà a perdonarsi che prevale, in onore di quel affetto reciproco mai apertamente dichiarato . “I guess I got what I deserved”. Sulle note di “Baby Blue” dei Badfinger Walter White muore  e lo fa alle proprie condizioni. In un laboratorio di metamfetamine, in mezzo a quei strumenti che lo hanno liberato della mediocrità del pilot, si congeda dal mondo dei vivi  portandosi   con sé la sua “Baby Blue” . Heisenberg ha vinto su tutto e su tutti. Ora il suo nome vive nell’immortalità. Ci saluta così “Breaking Bad”. Una serie perfetta al 99 percento, “e forse anche qualcosina di più.. Ci saluta un saggio di bravura registica e sceneggiaturiale.  Ci saluta un cast di attori eccezionale. Ma soprattutto ci salutano Walter White, Jesse, Skyle, Saul …  Personaggi ,che entrati in punta di piedi nelle nostre vite , hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio. Grazie di tutto “Breaking Bad”.

 

A cura di Marco Lucchi

L\'Autore Roberto Leofrigio

Roberto Leofrigio, laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, esperto di cinematografia sin dai lontani anni'80 con la nascita di una fanzine cartacea. Collaboratore di vari siti di cinema, ufficio stampa per molti eventi di promozione cinematografica e videoperatore, ama tutti i generi e in particolare quel cinema che spesso non viene distribuito nel nostro paese.