Big Eyes – Una storia incredibile, ma la firma di Tim sembra quella di Walter Keane sugli occhioni

La storia è piena di grandi frodi, ma quella raccontata in “Big Eyes” con la regia di Tim Burton ha dell’incredibile. Walter Keane è diventato a cavallo degli anni 50′ e 60′ uno dei pittori più famosi e richiesti grazie ai suoi “bambini con gli occhi grandi“, la sua firma infatti è stata talmente leggendaria da arrivare fino a sfiorare l’EXPO di New York del 1964. La storia però non era quella che tutti credevano. Margaret Keane era la vera attrice e l’unico grande talento della famiglia, un’artista in grado di guardare nell’anima dei suoi bambini e vedere in quei grandi occhi la velata tristezza o la gioia di vita. La coppia dei coniugi è interpretata da Christoph Waltz, semplicemente perfetto come solo lui sa fare, e dall’affascinante Amy Adams.

Big Eyes

KEANE L’INCANTATORE – Margaret è una donna delusa dal marito e carica tutta la sua vita in una macchina fuggendo via con la figlia Jane verso un futuro indecifrabile portando con sé ciò che da sempre la caratterizza: i suoi ritratti degli occhioni, bambini con gli occhi sproporzionatamente grandi. Durante un’esposizione in piazza conosce l’affascinante Walter Keane, un uomo in grado di incantare neanche fosse un prestigiatore di mestiere. Il loro rapporto evolve in modo rapido, quasi irrealistico, fino a sfociare in un matrimonio alle Hawaii che come dice l’uomo sono “il paradiso“. Quando si sale troppo però c’è sempre la possibilità di soffrire di vertigini e cadere rovinosamente  a terra. E’ quello che accade alla coppia dopo che i quadri di Margaret vengono preferiti alle strade parigine di Walter. Il locale Banducci diventa la loro prima galleria e gli occhioni arrivano ad incantare persino l’industriale italiano Dino Olivetti, in una scena omaggio al cinema italiano. Tutto cambia davanti al successo e Margaret perderà ogni dignità in cambio del denaro, ma quando starà per lasciare anche la coscienza di se stessa si fermerà. Il giornalista Dick Nolan (Danny Huston) diverrà il più grande alleato di Walter nella costruzione di questo delicato castello di menzogne per un guadagno di fama e denaro reciproco. L’epilogo è qualcosa di talmente incredibile che se non ci fossero carte e resoconti storici a certificarne l’autenticità difficilmente potremmo ritenerlo ipotizzabile.

tim burton

IL NUOVO TIM, BELLO MA QUANTA NOSTALGIA – Il cinema è fatto di emozioni e Tim Burton ad inizio carriera è stato l’emarginato di Hollywood, un regista in grado di incantare l’animo con capolavori assoluti come “Edward Mani di Forbice”, ad oggi ancora il suo film migliore. Proprio il viale iniziale con le casette è un chiaro riferimento a quello del film con protagonista Johnny Depp. La musica è spettacolare e in alcuni frangenti riporta al periodo più artistico del cineasta, ma è un’illusione per i fan più romantici. Tim Burton è cambiato e questo film rispecchia la sua commercializzazione evidente verso un cinema più convenzionale e meno “ribelle”. I quadri di Margaret Keane erano firmati a nome del marito Walter, allo stesso modo sembra quasi che il regista metta poco di suo in questo biopic assolutamente riuscito, ma che avrebbe potuto fare chiunque. Che gli sceneggiatori e produttori Scott Alexander e Larry Karaszewski abbiano deciso di affidargli l’opera per provare a cavalcarne l’onda di popolarità? A parte gli scherzi bisogna solamente levarsi il cappello davanti ad un artista capace di cambiare e dirigere in modo splendido due attori strepitosi come Amy Adams e, soprattutto, Christoph Waltz che, dopo i due Oscar vinti con Quentin Tarantino, vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di vincente “non protagonista”. Gli occhioni di Maragaret riescono a raccontare una bellezza indefinita, benché ne dicano gli illustri critici dell’arte. Un pò come Tim Burton ha saputo raccontare una bellezza diversa di cinema prima di altri, siamo comunque di fronte con “Big Eyes” a uno dei film più riusciti degli ultimi anni e, probabilmente, vicino ai livelli di “Big Fish“. Titolo simile, che sia un messaggio che il cineasta ami fare sempre le cose in grande? Non lo sappiamo, di certo la prova non verrà da una tela dipinta in un aula della bellissima e esotica Honolulu.

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Voto: 4/5

Giudizio breve: “E’ il miglior Tim Burton degli ultimi anni? Forse, ma la velata malinconia romantica è proprio nell’aggettivo ultimi. Ormai i tempi in cui innovava il cinema e incantava con il suo fare dark da regista emarginato sono soltanto un ricordo, bellissimo, ma passato. Qui realizza un biopic su una storia surreale e altamente  cinematografica. Gli attori vengono diretti con grande maestria e Christoph Waltz potrebbe trionfare agli Oscar, dove sicuramente anche la bella colonna sonora e la fotografia potranno dire la loro”.

Thomas Cardinali

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1