Batman v Superman: La grande disattesa, nella guerra si salva solo Ben Affleck (No Spoiler)

Batman-v-Superman-G

 

“ Batman v Superman : Dawn of Justice ”, non ce ne voglia il cinecomic Marvel “Captain America: Civil War” (guarda il trailer), era l’evento cinematografico più atteso dell’anno. Questo film, naturale sequel de “Man of Steel – L’uomo d’acciaio” segna uno sviluppo senza precedenti nell’universo DC aprendo la strada alla Justice League e tantissimi altri film e spin-off che vedremo nei prossimi anni. La Warner Bros. ha chiesto di non rivelare nulla della trama e la recensione è , anche perché è facile spiegare la cocente delusione al termine delle 2 ore e mezza senza dover forzatamente rivelarvi lo svolgimento della vicenda. Zack Snyder torna dietro la macchina da presa dopo il mezzo flop di “Men of Steel”, ma per chi pensava che dopo il primo episodio la sua regia decollasse resterà deluso. Il problema non è tanto nella spettacolarità visiva, di cui si era mostrato un grande autore sin dai tempi di “300”, ma proprio per i tempi “morti” in cui i dialoghi tra i vari personaggi avrebbero dovuto essere resi in modo migliore. La storia diventa una scaletta sin troppo prevedibile e già dopo il prologo, questo si un momento emotivamente molto forte, non si ha sentore di poter rivivere una simile sensazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Il plauso più grande va al tanto bistrattato alla vigilia Ben Affleck, che forse sarebbe stato adeguato anche nei panni da regista dato lo splendido lavoro in “Argo”. Il suo Batman è credibile, certo non lo stesso playboy miliardario di Christian Bale, ma molto oscuro e il costume bisogna ammettere che forse è il più bello di sempre e vicino a quello dei fumetti di Frank Miller. La prima sorpresa, in questo caso negativa, è l’Alfred di Jeremy Irons: la mente non può non tornare a Michael Cane, ma questo è probabilmente un gusto personale dato che il premio Oscar è stato molto positivo nella parte. Il problema è quello della scrittura e caratterizzazione dei personaggi come detto: Bruce Wayne non è l’uomo più ricco del mondo ed un over 40 che si diverte a marchiare i criminali nei bassifondi di Gotham City. La sua furia nel punire il crimine lo rende molto più oscuro e dark rispetto all’uomo pipistrello nolaniano, anche perché l’eroe si ritrovò a dover indossare una maschera perché a volte il mondo ha bisogno di un cavaliere oscuro. Ben Affleck non solo indossa il costume di Batman, ma vive l’essenza dell’uomo pipistrello dentro di lui con sguardi carichi d’ira, che ci fanno capire come la svolta sia epocale. Il conflitto esistenziale, che devia troppo su un aspetto religioso-filosofico, tra Batman e Superman alla lunga annoia e forse sono proprio i passaggi a tinte dark ad appassionare maggiormente lo spettatore.

La vera nota dolente arriva però da Metropolis, con una Lois Lane interpretata ancora da Amy Adams che retrocede in pratica alla figura di “mero oggetto” da salvare per Superman e non riesce a essere un’interprete propositiva, tranne che forse in una breve sequenza. Il Lex Luthor di Jesse Eisenberg sembra una caricatura di Joker mal riuscita ed è assolutamente irritante già dopo due/tre scene, non sappiamo se per il doppiaggio o se per un effetto voluto anche in lingua originale. Il Superman di Henry Cavill si evolve rispetto a quello ammirato in “Men of Stell”, dà la sensazione di essere la persona giusta in un mondo sbagliato, ma fa di tutto per tenerlo vivo.  La cosa che colpisce maggiormente è la totale assenza di presentazione per Wonder Woman, la sexy Gal Gadot, oltre che a una svolta ai limiti del grottesco nel duello tra Batman e Superman senza alcuna spiegazione, che non possiamo e non vogliamo spoilerarvi ma vi lascerà a bocca aperta negativamente parlando. Poi c’è Doomsday e anche questo lo sapevamo, anche se la sua creazione è un mix più che dell’albo da cui è ispirato il film a un altro successivo, dato che nella storia il mostro si trova in realtà prigioniero sulla terra. L’aspetto grafico poi non è dei migliori e ricordano molto il volto degli orchi de “Il Signore degli Anelli” e quindi diverso da quello sui comic. Il film poi ci dà anche un ultimo insegnamento: la mamma è sempre la mamma, anche se hai i muscoli d’acciaio e sei debole soltanto alla Kryptonite. La speranza è che nei prossimi film la DC smetta di mettere in primo piano una spettacolarizzazione visiva per curare nuovamente la scrittura come accaduto nella trilogia de “Il Cavaliere Oscuro” targata Christopher Nolan.

Voto: 2,5/5 stelle


L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1