Amleto: Benedict Cumberbatch è immenso nello speciale del NTL

19. Benedict Cumberbatch (Hamlet). Photo credit Johan Persson.

 

 

 

 

 

 

 

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L’evento “ clou” in Italia, patrocinato dal British Council, nella ricorrenza del quattrocentesimo anniversario della morte di Shakespeare è “Amleto” con un immenso Benedict Cumberbatch, che il National Theatre Live ha messo in scena al Barbican Theatre di Londra e ora Nexo Digital lo offre in esclusiva in più di 100 schermi soltanto il 19 e il 20 di aprile. Lo spettacolo teatrale che diventa cinema, con la tragedia più famosa del Bardo di Stratford-upon-Avon contenente il verso forse più famoso della letteratura mondiale “ essere o non essere questo è il problema”, trasuda pathos e vigore dall’inizio alla fine. Il dramma del giovane principe di Danimarca, della sua presunta follia e dell’intreccio morboso dei familiari e dei cortigiani che ruotano introno al trono di Elsinore, cattura lo spettatore in un crescendo di emozioni, che rendono bene l’intenzione di Shakespeare: stabilire un legame con il pubblico, sia esso lettore o spettatore, perché l’illusione del palcoscenico diventi realtà.

Il formidabile e amatissimo interprete di Amleto, Benedict Cumberbatch, già noto al grande pubblico per il successo mondiale di “Sherlock”, candidato all’Oscar per “The Imitation Game” e prossimo “Doctor Strange” supera se stesso. Ogni parola, ogni gesto è carico di effetti speciali e sono il grimaldello per capire il vero significato dell’avvicendarsi degli eventi. I legami familiari che Shakespeare descrive , si spezzano uno dopo l’altro. La regina Gertrude , passa dal ruolo di sposa superba , adultera, nel ricordo subito messo da parte di Amleto padre , suo sposo, alla fragilità di una madre pentita , ma mai capace di recuperare il rapporto con il figlio. Oltre a Cumberbatch, sugli scudi Ciaràn Hinds, Claudius, in alcuni tratti sembra credere perfino al suo pentimento. Ma non è il pentimento , riparatore dei peccati, è la paura e la vergogna che lo spingono a tramare ancora fino alla fine. Ofelia, invece, che nel dramma scritto è lo specchio delle paure e dei dubbi di Amleto, sembra quasi sparire dalla scena all’inizio, una figura di giovane donna, quasi adolescente, imprigionata in un ruolo a tratti secondario , ma risorge straordinariamente dopo la morte del padre , con una voce forte e potente, l’immagine di una donna sì fragile, ma matura di scegliere. In fondo lo stesso Amleto, nel suo famoso monologo, rivolge un pensiero al viaggiatore che non sa valicare i confini del mondo per paura di non sapere cosa trovarvi e comunque nessun viaggiatore torna mai dall’aldilà. Un dramma da vedere tutto d’un fiato , senza pause.

L\'Autore Thomas Cardinali

Web writer di professione, scrivo di cinema e spettacolo in ogni sua sfaccettatura. Video maker in formazione con la passione per il calcio e la Formula1