Mister Chocolat- La storia del primo clown di colore che conquistò l’élite francese

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Il regista francese Zem Roschdy porta sullo schermo una storia del tutto nuova.  Mister Chocolat racconta la vita del primo artista di colore francese: Rafael Padilla. “La cosa che mi interessava, era quella di raccontare la storia di un uomo nel suo momento di grandezza e di decadenza, evitando qualsiasi tipo di vittimizzazione, senza cadere nel pathos. Ho cercato di far dimenticare il colore della sua pelle, perché quello che mi interessava era raccontare anche i difetti di questo uomo.”

Nella Francia della Bella Epoque,  caratterizzata  dalle differenze razziali portate dal colonialismo, la storia di  Mister Chocolat rivoluzionò il mondo dello spettacolo.  Nato da una famiglia africana con il nome di Rafael Padilla e deportati a Cuba dove  i genitori lavoravano come schiavi, all’età di 14 anni decise di scappare e cercare di crearsi una nuova vita, lontano dalla schiavitù.  Iniziando come artista di strada, con il tempo, Rafael si ritrovò a fare i conti con l’arte circense. La vera svolta nella sua vita la ebbe  con l’incontro con il clown  Foottit. Il duo comico collaborò per 15 anni, rivoluzionando il mondo dello spettacolo circense.

Foottit(James Thierrée) e Chocolat(Omar Sy, Quasi Amici) si ritrovarono ad affrontare una sfida, che andava al di là delle capacità artistiche di una persona. In una Francia caratterizzata dalla discriminazione razziale, portare in scena un artista di colore era un azzardo. Ma Foottit non si preoccupò di questo, a lui serviva una spalla per rinnovare la sua esibizione, e  vide  in Chocolat del potenziale. I due varcheranno le porte del famosissimo “Nouvea Cirque” di Parigi,  conquistando il pubblico dell’alta borghesia francese. Ma la celebrità a volte può dare alla testa, e Chocolat si ritrovò a fare i conti con il vizio del bere, del gioco e la discriminazione razziale, che condurranno i due ad un lento declino.

Un uomo che dal nulla è riuscito a crearsi un identità, ad essere un qualcuno, ad emergere, fino ad arrivare alla celebrità. È  riuscito a scalare i gradini della piramide ed arrivare in alto, anche se si sente comunque  schiavo di quella società, che non fa che etichettarlo come uno negro stupido, che viene preso a calci da un bianco.

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L’unica pecca del film è che viene poco valorizzato il rapporto tra Foottit e Chocolat: il legame tra i due  c’è ma non si vede. Spogliati dei loro costumi da clown, non hanno più nulla che li accomuna. Forse c’è qualcosa che va al di là dell’amicizia ma che non ci viene detto. Non si parla di diversità del colore della pelle, ma di qualcosa che va oltre.

Ambra Azzoli

 

 

 

 

L\'Autore Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!